Cosa bisogna sapere sull’ernia iatale?

Autore: Prof. Marco Milone
Pubblicato: | Aggiornato: 22/07/2021
Editor: Marta Buonomano

L’ernia iatale è una malattia che si manifesta in circa il 15% della popolazione, in particolare negli over 50. Il Prof. Marco Milone, esperto in Chirurgia Generale a Napoli, ci spiega tutto quello che dovremmo sapere a riguardo

Che cos’è l’ernia iatale?

Per ernia iatale s’intende una patologia caratterizzata dalla dislocazione nel torace di una parte dello stomaco tramite un foro del diaframma (iato esofageo). In genere, lo stomaco è situato nell’addome e viene separato dal torace dal diaframma, in cui sono presenti molteplici aperture tra cui lo iato esofageo che consentono il passaggio di nervi, vasi e altre strutture. Le pareti dello iato sono molto strette ed aderiscono all’esofago proprio per evitare lo scivolamento dello stomaco nel torace, ma talvolta lo iato si dilata lasciando risalire una porzione più o meno ampia di stomaco dando origine all’ernia iatale.

Esistono diversi tipi di ernia iatale??

Esistono tre tipi di ernia iatale:

  • ragazza che si tocca lo stomacoErnia da scivolamento: è la forma più frequente ed è diffusa soprattutto tra le persone obese o in sovrappeso. In questo tipo di ernia iatale, la parte di stomaco che risale nel torace è quella di passaggio fra l'esofago e lo stomaco, chiamata “giunzione gastro-esofagea o cardias”. Quando il cardias risale, non essendo più soggetto alla compressione dello iato, non riesce ad impedire la risalita di contenuto acido dello stomaco nell’esofago provocando reflusso gastroesofageo (segno clinico tipico di questa condizione).
  • Ernia da rotazione o paraesofagea: è la forma più rara. In questo caso, il fondo dello stomaco (vale a dire la parte superiore dell’organo) si sposta nel torace mentre il cardias rimane situato al di sotto del diaframma, svolgendo le normali funzioni. Non vi sarà quindi reflusso esofageo, bensì altre complicanze più temibili (il rischio maggiore è che l’ernia si strozzi o che l’apporto di sangue allo stomaco venga compromesso, ma se l’ernia è di grandi dimensioni può addirittura comprimere polmoni e cuore).
  • Ernia mista: in questo caso, l’ernia presenta caratteristiche ti entrambe le tipologia sopra descritte.

Chi sono le persone più a rischio?

L’ernia iatale colpisce tra il 10 e il 15% della popolazione, interessando soprattutto persone che hanno raggiunto la quinta decade di vita. La forma da scivolamento è la più diffusa ricoprendo il 90-95% dei casi diagnosticati.

Quali sono le cause dell’ernia iatale?

  • Età avanzata: l’invecchiamento è caratterizzato anche dal deterioramento degli organi. La ripetizione continua di movimenti tipici quali ad esempio la deglutizione, porta ad un’alterazione dell’elasticità dello iato favorendo l’erniazione. Infatti, il 25% degli over 50 e quasi il 100% degli over 80 soffrono di ernia iatale.
  • Patologie congenite
  • Incremento della pressione addominale: frequente nelle donne durante la gravidanza, nelle persone in grande sovrappeso, con tosse cronica o in chi subisce un forte trauma addominale.

Inoltre, anche il fumo, gli sforzi fisici prolungati e l’utilizzo di indumenti troppo stretti possono favorire l’insorgenza di questa condizione.

Ernia iatale: come si manifesta?

I sintomi di questa patologia sono molto variabili. Talvolta è asintomatica, mentre in altri casi i pazienti possono riscontrare disturbi di diversa entità e gravità, legati soprattutto al reflusso.

Tra i segni clinici più comuni ricordiamo:

  • ragazza che si tocca lo stomacoBruciore di stomaco, in particolare dopo i pasti;
  • Rigurgito acido;
  • Sensazione di gonfiore;
  • Nausea;
  • Alitosi;
  • Eruttazioni frequenti;
  • Disfagia;
  • Sensazione di amaro in bocca;
  • Incremento della salivazione;
  • Raucedine;
  • Tachicardia.

Come si formula la diagnosi?

Per formulare la diagnosi è necessaria l’esecuzione di una radiografia con mezzo di contrasto del tratto superiore del tubo digerente. L’esofagogastroscopia può essere utile per valutare la presenza di eventuali complicanze come l’esofagite da reflusso, una infiammazione delle pareti esofagee dovuta al reflusso di materiale acido proveniente dallo stomaco.

Cosa prevede la terapia?

Il reflusso acido e l’evoluzione della malattia possono essere ridotti con:

  • La dieta: consumando pasti piccoli e frequenti ed evitando cibi grassi, spezie, caffè e cioccolato.
  • La terapia farmacologica: con antiacidi, inibitori di pompa protonica e procinetici. Gli antiacidi proteggono la mucosa esofagea dall’acidità del reflusso gastrico, gli inibitori di pompa protonica riducono la secrezione acida da parte della mucosa gastrica, i procinetici facilitano lo svuotamento gastrico.

In caso di peggioramento dei sintomi e del quadro clinico, di ernia voluminosa e di gravi complicanze come lo strozzamento del viscere erniato, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico. Esso consiste nella riduzione in cavità addominale della parte erniata e nel successivo confezionamento di una plastica antireflusso che si realizza avvolgendo la parte distale dell’esofago con il fondo dello stomaco.

 

Nella nostra Unità Operativa ci avvaliamo di metodiche mininvasive quali la laparoscopia e la chirurgia robot-assistita: la prima ci permette di eseguire le tradizionali manovre chirurgiche con strumenti introdotti attraverso piccole incisioni eseguite a livello addominale, mentre la seconda rappresenta una forma di laparoscopia ancor più precisa, supportata da una visione tridimensionale e magnificata, come se il chirurgo stesse operando guardando attraverso una lente d’ingrandimento. Questa tecnica ci consente quindi di portare a termine chirurgie molto complesse attraverso piccole incisioni e riducendo il tasso di complicanze sia intra che postoperatorie.

Prof. Marco Milone
Chirurgia generale

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