Cosa fare in caso di HPV (Papilloma Virus Umano)? Ci aiuta il Ginecologo

I virus del papilloma umano (HPV, acronimo di Human Papilloma Virus) sono raggruppati in un'ampia famiglia, comprendente circa 150 ceppi virali diversi, di cui circa 40 sono patogeni per la specie umana, in grado di causare (soltanto in caso di infezioni persistenti molti anni) diversi tipi di tumore nell'uomo e nella donna. Il Dott. Aris Raad Besharat, specialista in Ginecologia, ci spiega come affrontare la presenza del virus o di una lesione precancerosa
Quanto è diffuso il virus da HPV?
Trasmesso prevalentemente per via sessuale, il virus HPV (il più importante virus oncogeno umano) è molto diffuso, basti pensare che ogni anno ci sono oltre 600.000 infezioni a livello mondiale, e i casi si concentrano per di più nelle aree geografiche esenti da programmi di prevenzione adeguati.

Che sintomi ha una persona infetta da HPV?
Di solito l'HPV non causa sintomi: alcune volte provoca lesioni benigne della cute e delle mucose, come ad esempio i "condilomi" (verruche), con localizzazioni genitali o extragenitali che possono essere trattate con numerose terapie, mentre in casi rari, quando il sistema immunitario non riesce a eliminare il virus, l'HPV può determinare a livello della cervice uterina delle lesioni precancerose che potrebbero evolvere in un cancro della cervice uterina, nell’arco di 7-15 anni dal contagio. L'HPV è causa anche di altri tumori in sede genitale (vulva, vagina, ano e pene) ed extragenitale (cavità orale, faringe, laringe).
È bene però sottolineare che una persona positiva al HPV test non significa che abbia una lesione precancerosa o un cancro: oltre il 90% delle infezioni vengono eliminate dal proprio sistema immunitario entro 2 anni dalla diagnosi.
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Se ho un HPV test positivo che devo fare?
Con il HPV test vengono identificate precocemente le donne a rischio di sviluppare lesioni precancerose e cancerose. La positività al test consente al medico di indicare alla paziente tutti i controlli necessari per evidenziare tempestivamente l’eventuale presenza di un'alterazione cellulare al collo dell'utero, ed eventualmente di sottoporla a esami programmati nel tempo, al fine di monitorare eventuali anomalie. A questo punto al medico possono servire 2 esami diagnostici complementari: il PAP test e la colposcopia con eventuale biopsia.
L'infezione da HPV non deve quindi spaventare, perché verosimilmente si risolverà da sola; tuttavia, i controlli periodici sono essenziali per intervenire tempestivamente in caso di lesioni tumorali.
Trascurare questa infezione, senza sorvegliarne l'evoluzione e senza eseguire esami di screening come il PAP test, potrebbe rivelarsi un gesto assai imprudente e rischioso, perché esclude la possibilità di un intervento medico precoce.
Posso prevenire l'infezione da HPV?
L'infezione da HPV può essere prevenuta con la vaccinazione, che coincide con la cosiddetta “prevenzione primaria”: ad oggi è la via più sicura ed efficace per contrastare il rischio di eventuali patologie oncologiche correlate dovute a infezione HPV.
Con la vaccinazione HPV si ottiene una protezione del 90% dei cancri cervicali, dell’82% delle lesioni precancerose ano-genitali di alto grado e del 90% dei condilomi ano-genitali.
Altro modo per prevenire l’infezione è smettere di fumare, dato che a questa cattiva abitudine è associato un alto rischio di persistenza virale. È dunque consigliabile smettere per aiutare il sistema immunitario a combattere l'infezione da HPV.
Se ho una lesione precancerosa che devo fare?
In caso del riscontro di una lesione precancerosa, anche se di alto grado, dopo una diagnosi precoce ottenuta con PAP test o colposcopia con biopsia, ci sono varie possibilità di chirurgia conservativa come la conizzazione o l'escissione con ansa diatermica, chiamata anche LEEP (Loop Electrosurgical Excision Procedure).
Purtroppo, anche rimuovendo tutta la lesione precancerosa non significa che l'infezione da HPV sia del tutto curata: se dopo un intervento per lesione precancerosa del collo dell'utero circa l'80% delle donne riesce a eliminare sia l’infezione che la lesione, il 20% delle donne avrà ancora il virus rilevabile dopo la chirurgia, e di questo 20% un 10% potrebbe avere una recidiva. Questo è il motivo per il quale bisogna controllarsi accuratamente dopo l'intervento.
La vaccinazione dopo la chirurgia riduce il rischio di avere una recidiva.
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