Cosa implica una gravidanza in età materna avanzata?

Autore: Dott. Domenico Carone
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Che cosa s’intende per età materna avanzata e come può influire sulla gravidanza? Risponde il nostro esperto in Ginecologia e Ostetricia a Bari, il Dott. Domenico Carone

Quando si può parlare di età materna avanzata?

Per età materna avanzata s’intende una gravidanza che si instaura in donne con più di 35 anni. Esistono varie definizioni in letteratura che considerano come “età materna avanzata” i casi di gravidanza, sia su concepimento spontaneo che assistito, in pazienti con più di 40 anni; si parla invece di età materna molto avanzata quando la paziente ha superato i 45 anni. In quest’ultimo caso, la gravidanza si ottiene principalmente ricorrendo a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

Qual è l’incidenza dell’età materna avanzata?

Il ricorso sempre più frequente a tecniche di riproduzione assistita è una problematica di ordine sociale tipica dei paesi occidentali ed ha fatto sì che l'incidenza dell'età materna avanzata sia passata dall’8% (nel 1990) al 15-20% (nel 2016) di tutte le nascite in Europa. In Puglia in particolare è stato calcolato che nel 2020 circa il 50% delle donne in gestazione avrà un’età superiore ai 35 anni.

Gravidanza in età avanzata: qual è la soglia a rischio?

È difficile oggi individuare una reale soglia di rischio perché gli stili di vita e le abitudini della popolazione femminile sono in continuo cambiamento: una donna di 35/45 anni di oggi ha abitudini completamente diverse da quelle che aveva una donna della sua età 50 o 100 anni fa. Questo fa sì che molte di esse intraprendano una gravidanza in assenza di comorbilità e quindi in condizioni che le permettano di portare a termine la gravidanza senza complicazioni. D’altra parte però, bisogna dire che circa il 70% delle pazienti over 35 potrebbe andare incontro ad una patologia ostetrica nel primo trimestre di gravidanza. Questo dato, pubblicato a seguito di uno studio finlandese nel 2017, interesserebbe soprattutto le donne nullipare, che non hanno cioè mai principiato una gravidanza nella loro vita. La conoscenza di questo rischio consente agli ostetrici che seguono una paziente nullipara in età materna avanzata di stabilire un adeguato management della gestazione senza sottoporla a particolari test ed aiutandola a seguire delle corrette abitudini di vita in modo da poter garantire un parto in assoluta sicurezza.

 

Dott. Domenico Carone
Ginecologia e Ostetricia

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