Soluzioni Digitali

Cardiopatie congenite: cosa sapere e come affrontarle

Le cardiopatie congenite sono malformazioni strutturali del cuore presenti fin dalla nascita. Rappresentano uno dei problemi cardiaci più frequenti in età pediatrica, ma grazie ai progressi della medicina molti pazienti oggi vivono fino all’età adulta. È quindi importante non solo diagnosticarle precocemente, ma anche gestirle a lungo termine, in particolare nei cosiddetti ACHD (Grown-Up Congenital Heart), ovvero gli adulti con cardiopatie congenite. Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Stefania Piga, Cardiologa a Sassari.

Quali sono le tipologie più comuni?

Le forme più frequenti includono:

  • Difetto del setto interatriale (ASD): comunicazione anomala tra gli atri, spesso silente fino all'età adulta.
  • Difetto del setto interventricolare (VSD): comunicazione tra i ventricoli, può provocare scompenso cardiaco se ampio.
  • Trasposizione delle grandi arterie: patologia complessa che richiede intervento chirurgico precoce.
  • Tetralogia di Fallot: forma cianogena che include quattro difetti cardiaci combinati.


Alcune forme possono essere cianogene, ossia causare una scarsa ossigenazione del sangue, visibile con la comparsa di labbra o dita bluastre.

Sintomi e segnali da non sottovalutare

I sintomi variano a seconda della gravità. Nei neonati possono manifestarsi con difficoltà respiratorie, ritardo di crescita e cianosi. In età adulta, invece, spesso si osservano affaticamento, soffio cardiaco o aritmie. È importante non sottovalutare sintomi lievi che possono nascondere alterazioni cardiache non ancora diagnosticate.

Diagnosi e monitoraggio

L’esame fondamentale per la diagnosi è l’ecocardiogramma, eventualmente associato a risonanza magnetica cardiaca, elettrocardiogramma (ECG) e test da sforzo. In alcuni casi può essere utile il cateterismo cardiaco, soprattutto prima di un intervento chirurgico.

Quali sono i trattamenti disponibili?

La terapia varia a seconda del tipo di cardiopatia:

  • Osservazione clinica per difetti minori.
  • Intervento chirurgico correttivo nei casi più gravi, spesso eseguito già in epoca neonatale.
  • Procedure percutanee, come la chiusura dei difetti settali con device.
  • Follow-up cardiologico a vita, soprattutto per i pazienti ACHD.


La gestione richiede un approccio multidisciplinare tra cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti e, nei casi complessi, centri specializzati.


TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE ----> Ipertensione: fattori di rischio e strategie di prevenzione


Cardiopatie congenite in età adulta

Oggi in Italia cresce il numero di adulti con una cardiopatia congenita. Non tutti sanno di essere affetti da queste patologie, perché alcune restano silenti per anni. È quindi importante che chi presenta sintomi lievi o ha una storia familiare venga valutato anche da un cardiologo pediatrico o da un centro ACHD.

A chi rivolgersi?

In caso di sospetto, è consigliabile rivolgersi a un cardiologo esperto in cardiopatie congenite, anche in età adulta. Una diagnosi precoce e un corretto follow-up possono migliorare significativamente la qualità e l’aspettativa di vita.