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Costipazione cronica: un tabù?

Il Prof. Francesco Domenico Capizzi, esperto in Chirurgia Generale a Bologna, ci parla della costipazione cronica, una condizione molto comune soprattutto negli uomini

Cosa s’intende per costipazione?

La costipazione è una condizione molto comune (secondo le stime USA, circa 10 milioni di americani ne è affetto) che si manifesta generalmente con:

  • donna triste sul waterRidotte evacuazioni (meno di tre a settimana)
  • Feci dure o caprine
  • Transito fecale difficoltoso
  • Notevole sforzo durante l’evacuazione
  • Sensazione di evacuazione incompleta
  • Evacuazioni dolorose

Da cosa può essere causata la costipazione cronica?

Se si escludono malattie organiche e funzionali ano-rettali e del colon, che vanno diagnosticate e curate, la costipazione spesso è dovuta allo stile di vita adottato, in particolare al ridotto consumo di fibre e ad un’attività fisica inadeguata. Talvolta, è però possibile che la funzionalità intestinale venga alterata da altre problematiche come malattie neurologiche, disturbi metabolici, stati di depressione o ansia, ecc.

Quali sono le malattie ano-rettali e del colon di cui parla?

  • Ipertono dello sfintere ano-rettale
  • Ragadi e fistole anali
  • Malattia emorroidaria
  • Prolassi mucosi o dell’intero retto e del blocco retto-utero-vescica
  • Neoformazioni
  • Infiammazioni croniche ed esiti cronicizzati di infiammazioni acute pregresse
  • Presenza di malattie degenerative e metaboliche generali

ragazza che si tocca la panciaCome bisogna agire?

La prima cosa da fare è diagnosticare quali fattori hanno dato origine a questa condizione: una visita è in grado di rivelare aspetti importanti attraverso l’anamnesi, l’esplorazione rettale e la palpazione addominale. In alcuni casi è necessario ricorrere ad accertamenti endoscopici e funzionali. Naturalmente alla visita e agli eventuali accertamenti dovrà seguire una terapia o comunque accorgimenti da adottare nella vita quotidiana.

Trattare la costipazione con i farmaci?

Bisognerebbe ricorrere alla terapia farmacologica solamente in casi eccezionali e su specifica prescrizione medica.