Covid-19: le conseguenze psicologiche
Il Coronavirus ha sconvolto tutto il mondo. Infatti, il 30 gennaio del 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiara una situazione di emergenza internazionale, ma un mese dopo dichiara la pandemia, ossia un’epidemia che si diffonde in maniera veloce in tutto il mondo. Purtroppo, questa situazione ha comportato conseguenze psicologiche importanti che verranno approfondite in questo breve articolo
Non solo stress nella società adulta
Come è noto, la pandemia da Covid 19 ha avuto un grandissimo impatto negativo sulla salute psicologica delle persone, dato che sono state stravolte non solo l’ambito relazionale-affettivo e la vita di tutti i giorni, ma anche l’ambito lavorativo.
Pertanto, vivere in quarantena forzata e con la paura di contagiare o essere contagiati ha provocato il cosiddetto “stress da pandemia”, che è caratterizzato da:
- Disturbi del sonno
- Stati d’ansia
- Depressione
Generalmente, questa tipologia di stress si presenta con una fase di stress acuto e poi giunge a una fase di stress cronico.
Purtroppo, questa situazione di impotenza e frustrazione può comportare sintomi psicosomatici legati all’ansia, quali:
- Cefalea
- Tachicardia
- Difficoltà digestive
- Disturbi intestinali
- Perdita del peso
- Alterazioni del sonno
- Astenia
- Aumento del consumo alcolico e di sostanze
Per tutti questi motivi, lo “stress da pandemia” potrebbe essere considerata una nuova categoria diagnostica per il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - DMS (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali).
Un caso particolare è rappresentato da coloro che hanno perso uno o più familiari, poiché possono presentare il “disturbo post-traumatico da stress” che è caratterizzato da una particolare sintomatologia:
- Pensieri intrusivi associati all’evento traumatico
- Ricordi spiacevoli
- Insonnia o sonno interrotto da incubi
- Flashback in cui si rivive l’evento traumatico

Cosa succede nel caso degli operatori sanitari?
Il caso degli operatori sanitari è molto particolare, dato che provano sul campo stati d’ansia e stress specifici associati alla paura di ammalarsi, di morire o di contagiare i propri familiari.
Inoltre, hanno dovuto sopportare una pressione psicologica da parte della società, poiché venivano considerati come “untori” e, quindi, sono stati costretti a seguire misure di sicurezza molto scrupolose; oltre ad avere un carico di responsabilità molto elevato, senza un aiuto psicologico opportuno.
Pertanto, hanno vissuto un insieme di emozioni che vanno dalla rabbia contro le Istituzioni all’impotenza e insicurezza nei confronti delle terapie e della diagnosi.
Alcuni dati sulle conseguenze psicologiche
Le donne rappresentano il gruppo sociale più colpito dalle patologie psichiatriche.
Sfortunatamente, a causa del Covid 19 sono aumentati i casi di pazienti che soffrono di patologie psichiatriche:
- 20% sintomatologia ossessivo-compulsiva
- 28% disturbo post-traumatico da stress
- 31% depressione
- 40% insonnia
- 42% ansia
Anche i suicidi sono aumentati, soprattutto per motivi economici. Infatti, durante le prime settimane della quarantena sono stati registrati 42 suicidi e 36 tentati suicidi.
Che cosa consiglia lo Specialista?
Tutti coloro che hanno sofferto o stanno soffrendo stati d’ansia, stresso o depressione post-pandemici, si raccomanda di rivolgersi agli Specialisti per iniziare un percorso di cura adeguato, con un supporto psicologico opportuno, che a volte include anche l’assunzione di alcuni farmaci.
Per approfondire l’argomento, scaricare l’articolo “Lo stress post-pandemico nella società adulta” in PDF, scaricabile dal profilo del Dott. Thamianos Fanos.