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Craniotomia: cos’è, quando serve e come si esegue

La craniotomia è un intervento neurochirurgico che prevede l’apertura temporanea di una parte del cranio per accedere al cervello. Si tratta di una procedura fondamentale in ambito neurologico, utilizzata per trattare diverse condizioni patologiche, tra cui tumori cerebrali, ematomi, aneurismi, malformazioni vascolari, epilessia resistente ai farmaci e traumi cranici complessi.

In quali casi viene eseguita

L’intervento viene indicato quando è necessario intervenire direttamente su strutture cerebrali profonde o su lesioni vicine ad aree funzionalmente rilevanti. A seconda della localizzazione della patologia e delle funzioni coinvolte, il chirurgo valuta il tipo di approccio e la possibilità di eseguire la procedura con il paziente addormentato o sveglio.

Craniotomia da sveglio (awake craniotomy)

In situazioni particolari, come la rimozione di tumori situati nelle cosiddette aree "eloquenti" del cervello (ossia quelle responsabili di funzioni come il linguaggio o il movimento), può essere eseguita una craniotomia da sveglio. In questo tipo di intervento, il paziente rimane cosciente durante l’operazione per permettere al neurochirurgo di monitorare in tempo reale le funzioni neurologiche ed evitare danni irreversibili.

Il team multidisciplinare coinvolge anche neurofisiologi e anestesisti esperti, che rendono possibile questa procedura altamente specialistica, aumentando la sicurezza e l'efficacia dell'intervento.

Come si svolge l'intervento

Durante una craniotomia, si pratica un'incisione sul cuoio capelluto, si solleva un lembo osseo e si accede alla cavità cranica. Dopo il trattamento della lesione, il lembo viene riposizionato e fissato con placche e viti. L’intera procedura può durare diverse ore e richiede tecnologie avanzate come neuronavigazione, ecografia intraoperatoria e monitoraggio neurofisiologico.

Recupero e prognosi

Il decorso post-operatorio varia in base al tipo di intervento, alle condizioni del paziente e alla zona cerebrale interessata. In genere, il paziente viene monitorato in terapia intensiva nelle prime 24-48 ore e successivamente trasferito in reparto per continuare il recupero. In molti casi è previsto un programma di neuroriabilitazione per ottimizzare il ripristino delle funzioni neurologiche.

Grazie all'evoluzione delle tecniche e delle tecnologie, oggi la craniotomia è considerata una procedura sicura ed efficace, soprattutto se eseguita da specialisti in centri ad alta specializzazione.