Criptorchidismo: come e quando intervenire

Autore: Prof. Alessandro Settimi
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Alessandro Settimi, esperto in Chirurgia Pediatrica a Napoli, ci spiega la differenza tra testicolo ritenuto e testicolo “in ascensore” e come bisogna intervenire in caso di criptorchidismo

Che cosa s’intende per criptorchidismo?

Per criptorchidismo s’intende l’assenza del testicolo nella borsa scrotale. Tale situazione, ad eccezione del testicolo cosiddetto “in ascensore”, è da considerarsi sempre patologica. Il testicolo “in ascensore” (o “sali e scendi”) è quel testicolo che ha raggiunto lo scroto normalmente, ma che a seguito di stimoli muscolari (muscolo cremastere) risale fino al canale inguinale per poi ridiscendere nello scroto. Tale situazione è da considerarsi normale e non necessita di alcuna terapia. Il criptorchidismo vero, invece, è l’assenza del testicolo nello scroto per una sua mancata discesa. Il testicolo infatti si forma al di sotto del rene per poi scendere, dopo aver attraversato l’addome ed il canale inguinale, nello scroto. Se durante questa discesa incontra un qualsiasi ostacolo come membrane, aderenze o chiusura del canale inguinale, oppure vi è una carenza ormonale (soprattutto in patologie genetiche e plurimalformative) che ne impedisce la discesa scrotale, può fermarsi in qualsiasi posto. Possiamo ad esempio trovarlo all’interno dell’addome o del canale inguinale (situazione molto frequente), oppure in sedi anomale come al di sopra del canale inguinale, nel perineo o nella regione inguinale controlaterale. 

In che modo viene diagnosticato il testicolo ritenuto?

La diagnosi è clinica. L’ecografia a cui molti ricorrono mostra il testicolo solo quando questi è al di fuori dell’addome. In questo caso, però, una visita attenta fatta da mani esperte è quasi sempre in grado di individuare il testicolo. Solo in casi particolari come malattie genetiche o sindromi plurimalformative si ricorre all’ecografia o alla diagnostica per immagini, non tanto per la ricerca del testicolo, bensì per lo studio generale del paziente.

Criptorchidismo: quando e come intervenire

La terapia è esclusivamente chirurgica ed il bambino va operato a partire dall’età di 6-7 mesi. Sono di scarsa utilità le terapie ormonali che devono essere somministrate per via intramuscolare e, di conseguenza, sono particolarmente dolorose. Nel caso in cui non si è sicuri della presenza o meno del testicolo si ricorre alla laparoscopia, che è in grado sia di porre diagnosi di criptorchidia che di consentire la correzione dell’eventuale difetto.

Che rapporto c’è tra criptorchidismo e fertilità?

Il criptorchidismo, anche quando è bilaterale, può non avere conseguenze sulla fertilità se operato precocemente. Infatti, la sterilità è dovuta ad un’eventuale malformazione (mancata connessione tra didimo ed epididimo) e non al criptorchidismo in sé. È comunque buona norma sottoporre i bambini operati per tale patologia ad uno spermiogramma in età postpuberale per essere certi della loro fertilità.

Prof. Alessandro Settimi
Chirurgia Pediatrica

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