Curare l'ipertrofia prostatica con il laser "verde"

Autore: Top Doctors®
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Qual è l’obiettivo del laser prostatico?

L’obiettivo del laser è risolvere l'ostruzione della minzione con una chirurgia minimamente invasiva, permettendo al paziente di avere un tempo di recupero breve.

A partire dai 50 anni, è importante che gli uomini effettuino dei controlli annuali della prostata in modo da permettere all'urologo di scartare la possibilità di adenoma o carcinoma. Le visite devono essere periodiche evitando così di farsi visitare da uno specialista quando i sintomi di irritazione durante la minzione, dribbling o la frequenza di andare in bagno si siano già presentati.

Quali sono i laser utilizzati per il trattamento dell’ipertrofia prostatica?

I laser attualmente utilizzati sono:

  • ​Laser Verde e Cyber Tulio Laser: entrambi trasformano il tessuto prostatico in vapore, eseguendo un ampio tunnel per facilitare la minzione. Possono essere utilizzati quando la prostata è inferiore agli 80 grammi. Generalmente la procedura ha la durata di un’ora;
  • Laser olmio: impiegato per grandi prostate tra gli 80 e i 200 grammi. In questi casi le prostate non possono essere vaporizzate ed è necessario procedere alla loro enucleazione. Viene estratto l’adenoma, il tumore benigno. Questa operazione dura circa 1/2 ore.

È altrettanto importante la professionalità di chi adopera il laser. Come nel tennis: “ciò che conta è il tennista e non la racchetta, nella chirurgia tecnologica non è importante l’intervento chirurgico ma il chirurgo che lo esegue".

Quali sono le tecniche tradizionali per il cancro alla prostata?

Non tutti i casi di ipertrofia della prostata possono essere trattati con il laser. Attualmente, per il trattamento dell’iperplasia vengono utilizzate alternative tanto efficaci come i laser.

Per prostate di peso superiore a 80-300 grammi può essere utilizzato il laser olmio, ma a volte è necessario ricorrere a tecniche tradizionali come la resezione transuretrale bipolare della prostata o la chirurgia a cielo aperto. Si tratta di interventi più aggressivi, ma offrono risultati eccellenti.

Inoltre, per i pazienti ad alto rischio viene utilizzata l’ablazione transuretrale con etanolo (iniettato), molto efficace e duratura. In 20 minuti si verifica la necrosi dell’adenoma.

Questa tecnica è utilizzata in pazienti con rischio cardiaco o che possono avere complicazioni durante l'intervento chirurgico.

Quando il tumore è maligno, il laser non si può ricorrere all’utilizzo del laser. Il cancro della prostata non può essere trattato con il laser.

Cosa prevede la fase post-operatoria dopo l’utilizzo del laser?

La procedura è minimamente invasiva in modo che il paziente possa lasciare l'ospedale con i piedi in 24-48 ore. Nei giorni successivi all’intervento il paziente deve curare l’emorragia, bere molti liquidi ed evitare sforzi violenti. I tempi di recupero vanno dai 15 ai 20 giorni.

Quali sono i vantaggi del laser che trasforma il tessuto prostatico in vapore?

  • Il sanguinamento è ridotto e si evitano le trasfusioni di sangue;
  • Recupero rapido;
  • Complicazioni minime (previene l’impotenza e l’incontinenza urinaria.
 Redazione di Topdoctors

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Urologia


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