Onicoplastica: la chirurgia per risolvere l’unghia incarnita

Curare l’unghia incarnita con l’Onicoplastica

Autore: Dott. Ferruccio Boffi
Pubblicato: | Aggiornato: 20/08/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Ferrucci Boffi, esperto in Chirurgia Generale a Roma, ci parla dell’Onicoplastica, una nuova innovativa tecnica per curare in maniera definitiva l’unghia incarnita.

Che cos’è un’unghia incarnita?

L’unghia incarnita, conosciuta anche con il nome di onicocriptosi, è una condizione caratterizzata dalla penetrazione di una porzione anteriore e laterale dell’unghia nella pelle che la circonda. Avere un’unghia incarnita è molto fastidioso, doloroso e in alcuni casi invalidante e questa affezione può manifestarsi sui piedi, in particolare sull’alluce e, più raramente, nelle mani.

Perché l’unghia si incarnisce?

L’unghia incarnita è generalmente causata da un taglio erroneo dell’unghia, cioè riducendo eccessivamente gli angoli e creando una specie di “punta” o “sperone”. A causa della pressione esercitata dalle scarpe (questo spiega la maggior incidenza di unghie incarnite nei piedi piuttosto che nelle mani), l’unghia viene spinta nella piega cutanea del margine provocando infiammazione ed infezione, nonché alla formazione di granulomi piogenici che generano pus. Questi granulomi tendono a non guarire e con il passare del tempo possono corrodere l’unghia, rendendola incline a rottura. L’onicocriptosi può essere anche causata da traumi che provocano una rottura dell’unghia ed in genere è favorita da particolari condizioni anatomiche (unghia molto convessa, dito molto carnoso).

È possibile prevenire l’unghia incarnita?

Per prevenire l’unghia incarnita è necessario tagliare correttamente l’unghia: il taglio deve essere dritto, non arrotondando in maniera eccessiva gli angoli che invece devono essere leggermente sporgenti. È importante inoltre indossare scarpe comode, morbide e che non facciano toccare il dito in punta.

Come si cura un’unghia incarnita?

Nonostante la scelta più frequente dei pazienti sia quella di rivolgersi ad un podologo, la cura di un’unghia incarnita è di competenza chirurgica ed include varie terapie:

  • Onicectomia paziale: prevede l’asportazione della sola parte incarnita dell’unghia. Questa tecnica però raramente è in grado di curare l’onicocriptosi, in quanto riproduce in modo più prossimale lo “sperone”
  • Onicectomia semplice totale: asportazione della lamina dell’unghia. Inizialmente sembra risolvere la patologia, ma ha un’altissima percentuale di recidive
  • Onicectomia radicale: questa tecnica è in grado di risolvere in maniera definitiva l’onicocriptosi, ma comporta la distruzione della matrice dell’unghia, che quindi non ricrescerà più. Data la menomazione estetica e funzionale che questa procedura comporta, è riservata ai casi più estremi
  • Onicectomia radicale parziale: procedura che comporta una menomazione estetica meno marcata della tecnica sopracitata, prevede distruzione parziale della matrice mediante bisturi-laser ed acido fenolico

Esistono poi altre tecniche utilizzate dai podologi, come l’applicazione di “mollette” sulla superficie dell’unghia, che però forniscono scarsi risultati.

Onicoplastica con tutore: la soluzione definitiva per l’unghia incarnita

L’Onicoplastica è una tecnica che ho ideato per evitare le complicazioni date dalle tradizionali procedure utilizzate per trattare l’unghia incarnita. In oltre 15 anni di esperienza, è stato possibile dimostrare come l’Onicoplastica sia in grado di risolvere con risultati ottimi e duraturi questa patologia. Questa tecnica non consente solamente di conservare l’unghia, ma anche di guarirla in modo definitivo e consiste nell’impianto di un tutore morbido e anallergico in materiale plastico sul lato dell’unghia. Questo impianto deve essere effettuato dopo aver rimosso gli eventuali granulomi ed serve a facilitare la corretta crescita dell’unghia fino al bordo esterno. L’operazione viene eseguita a livello ambulatoriale in anestesia locale e dopo 3-4 giorni dall’intervento è possibile riprendere in maniera graduale le normali attività, continuando a medicare l’unghia per altri 15-20 giorni. In seguito, verrà rimossa la medicazione ed verrà spiegato al paziente come togliere e riposizionare il tutore in modo da eseguire una pulizia quotidiana del piede. Il tutore deve essere tenuto fino alla completa ricrescita dell’unghia ed il paziente dovrà tornare dallo specialista una volta al mese per controlli periodici.

Dott. Ferruccio Boffi
Chirurgia generale

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