Curare la disfunzione erettile: le onde d’urto sono davvero efficaci?

Autore: Dott. Giuseppe Quarto
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Giuseppe Quarto, esperto in Urologia e Andrologia a Napoli, ci parla della disfunzione d’urto e di come le onde d’urto possano curarla

Che cosa sono le onde d’urto?

Le onde d’urto sono delle onde acustiche che, una volta generate, si propagano nell’area provocando un’alterazione di pressione e sono in grado di trasferire energia nel momento in cui questa propagazione attraversa un tessuto.

È vero che le possono curare la disfunzione erettile?

Da qualche tempo è stato introdotto l’utilizzo di onde d’urto a bassa intensità nel trattamento della disfunzione erettile (DE), una patologia molto diffusa negli uomini (circa il 48% degli over 38 ne ha sofferto almeno una volta) che impedisce di mantenere un’erezione tale da consentire di portare a termine un rapporto sessuale. I risultati ottenuti fino ad ora sono entusiasmanti: secondo la Società Italiana di Andrologia, infatti, circa il 70% dei pazienti con disfunzione erettile guarisce a seguito del trattamento con le onde d’urto. I primi effetti si iniziano a vedere dopo circa 4 settimane e regrediscono gradualmente dopo 2 anni. In ogni caso, il trattamento potrà essere nuovamente eseguito per far riacquistare al paziente la sua funzionalità erettile.

Quando sono state usate per la prima volta?

Le onde d’urto ad alta densità sono state utilizzate per la prima volta in Urologia nel 1982 per frammentare dei calcoli renali ed in seguito è stata applicata anche ai calcoli uretrali. Le onde a media intensità, invece, sono state inizialmente utilizzate in campo ortopedico per trattare le infiammazioni a carico dei tendini, delle ossa e dei muscoli. Infine, le onde d’urto a bassa intensità furono studiate per la prima volta nel 2010. Grazie a questi studi si osservò come, grazie all’utilizzo di questa tecnica, fosse possibile innescare una sorta di ricreazione graduale di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) in aggiunta a quelli già esistenti, fornendo una circolazione supplementare. Essendo deboli, le onde d’urto a bassa intensità permettono di agire su tessuti più profondi causando un microtrauma meccanico che consente il rilascio di fattori di crescita angiogenetici. Questo processo induce una nuova vascolarizzazione dei tessuti trattati e migliora il flusso sanguigno.

Dott. Giuseppe Quarto
Urologia

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