Curare la gonartrosi con l’impianto di protesi

Autore: Dott. Fabio Treia
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Quali sono i vantaggi dell’impianto di una protesi in un paziente con artrosi al ginocchio? Risponde il Dott. Fabio Treia, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma

 

Negli ultimi anni sono stati creati diversi tipi di protesi di ginocchio per adattarsi alle diverse anatomie in soggetti femminili e maschili. Questa evoluzione non si limita solo al modello di protesi, ma include anche i materiali che costituiscono questi dispositivi: vengono sempre più utilizzate protesi composte da materiali anallergici e con un design in grado di adattarsi alla morfologia dei pazienti in modo da permettere grandi range di movimento. I tipi di protesi attualmente disponibili sono: monocompartimentali (utile soprattutto per chi pratica attività sportiva), bipartimentali e tricompartimentali.
Le ginocchia sono composte da tre compartimenti articolari (laterale, mediale e femoro-rotuleo). La protesi monocompartimentale (PM) è la scelta d’elezione in caso di ginocchia con artrosi monocompartimentale o con un danno limitato ad un solo compartimento articolare.

Quali sono i vantaggi di una protesi monocompartimentale?

I vantaggi di un impianto di una PM sono: 

  • Mininvasività
  • Ridotta perdita di sangue durante l’operazione
  • Possibilità di salvaguardare la stabilità e la propriocettività articolare conservando i legamenti crociati
  • Conservazione del patrimonio osseo (“bone stock”), fattore molto importante soprattutto in caso di futuri interventi
  • Minor dolore post-operatorio rispetto ad una protesi totale
  • Costo sanitario ridotto (sempre rispetto all’impianto di una protesi totale)
  • Possibilità di flettere totalmente il ginocchio a seguito dell’operazione

Quando è necessaria la protesi totale?

La protesi totale nel trattamento di artrosi al ginocchio è indicata nei seguenti casi:

  • Presenza di artrosi primitiva tricompartimentale
  • Fallimento di precedenti interventi (trapianto del menisco, meniscectomia, osteotomia, impianto di protesi monocompartimentale, ecc.)
  • Considerevole limitazione funzionale associata ad instabilità articolare e sintomatologia molto dolorosa

I principali tipi di protesi totale attualmente sul mercato sono:

  • A menischi mobili e a menischi fissi
  • A conservazione o senza conservazione del legamento crociato posteriore (LCP)
  • Vincolate o non vincolate
  • Ultracongruenti

L’aspetto più importante da tenere in conto è però la corretta ed obiettiva valutazione della richiesta funzionale del paziente da parte di uno specialista, che valuterà la sua attività lavorativa e le sue richieste anche sportive.

Impianto di artroprotesi per la gonartrosi: in cosa consiste l’intervento?

La chirurgia protesica si è molto evoluta negli ultimi anni, soprattutto per ciò che riguarda le tecniche di navigazione, gli strumenti utilizzati e le curve di apprendimento.
Il paziente viene generalmente ricoverato il giorno prima dell’operazione per eseguire gli esami preoperatori non effettuati in precedenza (RX del torace, ECG e prelievo di sangue). L’intervento si esegue in anestesia peridurale o spinale, a volte in anestesia generale a seconda della scelta dell’anestesista, che spiegherà e motiverà al paziente il tipo di sedazione scelta in un colloquio preoperatorio. A seconda del tipo di protesi da impiantare, l’operazione può durare dai 45 ai 90 minuti.
Durante l’intervento, il chirurgo eseguirà un’incisione nella parte interiore del ginocchio della lunghezza di 6-7 cm in caso di PM e di circa 12 cm per una PT. In seguito, si servirà di strumenti di precisione per asportare le parti del femore e della tibia danneggiate e conformerà la superficie in modo da farla adattare perfettamente alla protesi che verrà applicata e fissata all’osso. In alcuni casi potrebbe essere necessario intervenire anche sui tendini ed i legamenti del ginocchio per garantire un ottimale equilibrio dell’articolazione. Infine, le incisioni vengono suturate lasciando un piccolo tubo per drenare i liquidi che si formeranno nelle ore e nei giorni successivi (verrà rimosso dopo 1-2 giorni). Dopo aver chiuso la ferita, verrà applicata una medicazione sterile ed un bendaggio elastico.

In cosa consiste il recupero postintervento?

A seguito dell’intervento il paziente dovrà sottoporsi ad un programma personalizzato di riabilitazione per recuperare equilibrio, forza e mobilità. In alcuni casi può essere utilizzato un macchinario per la mobilizzazione continua passiva del ginocchio (muove automaticamente l’arto del paziente) per ridurre la rigidità articolare postoperatoria. Se il ginocchio presenta gonfiore ed se il paziente accusa dolore, è possibile applicare impacchi di ghiaccio ad assumere farmaci antidolorifici.
Una volta dimesso, è importante che il paziente continui ad eseguire gli esercizi insegnati dal fisioterapista. Inoltre, non deve guidare fino a quando non sarà in grado di eseguire una frenata di emergenza. Sarà possibile riprendere le attività lavorative dopo circa 6 settimane per i lavori di ufficio e dopo circa 3 mesi per i lavori pesanti. Il risultato finale si potrà vedere dopo 6 mesi dall’intervento.

Dott. Fabio Treia
Ortopedia e Traumatologia

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