Curare le emorroidi con l’endosclerosi

Autore: Prof. Edoardo Cervi
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Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Chirurgia Vascolare a Brescia, il Prof. Edoardo Cervi, ci parla di un’innovativa tecnica mininvasiva per curare le emorroidi: l’endosclerosi

Emorroidi: una condizione comune

La malattia emorroidaria è una patologia molto frequente, circa la metà della popolazione almeno una volta nella vita ha sofferto di disturbi legati alla presenza di emorroidi. Le prime descrizioni della malattia sono state rinvenute 4000 anni fa su papiri egizi. Il termine “emorroidi” ha un’etimologia greca (haim=sangue e rheo=scorrere) e fu coniato da Ippocrate più di 2400 anni fa.

Perché si manifestano?

ragazza di spalle con dei fiori sui fianchiCome altre patologie esiste una causa genetica ed una corresponsabilità di fattori: la stipsi, la prolungata stazione eretta, la gravidanza, oltre a fattori socioeconomici legati alla povertà ed ad una dieta povera di fibre. Ci sono 4 gradi della malattia: nei primi due sono sufficienti misure dietetiche e comportamentali (dieta ricca di scorie evitare alcolici, cioccolato, tè e cibi speziati), bere molta acqua, associando bioflavonoidi utili a proteggere la parete venosa. Nelle forme più severe, dove oltre al dolore può essere associato anche tenesmo (senso di peso), prurito, bruciore e sanguinamento è necessario ricorrere ad un trattamento più aggressivo.

Come curare le emorroidi?

Nel 1937 due chirurghi inglesi, Milligan e Morgan, descrissero una tecnica di legatura del gavocciolo emorroidario ponendo le basi ad una procedura chirurgica che prende il loro nome e che ancora oggi probabilmente è la tecnica operatoria più eseguita. L’avvento del laser e della radiofrequenza (tecniche che si basano sull’emissione di calore) ha aperto nuove strade al trattamento della patologia, cosi come la come la crioterapia, che sfrutta il freddo invece del calore, e la legatura elastica (l’emorroide viene legata con un particolare elastico) con l’obiettivo di rendere la procedura il meno invasivo possibile passando da un ricovero ospedaliero ad un ricovero ambulatoriale. E seguendo questa idea di mininvasività da qualche anno è stata messa a punto una tecnica innovativa, efficace e non invasiva: l’endosclerosi con schiuma sclerosante delle emorroidi. Questa tecnica trae ispirazione dal trattamento delle vene varicose e consiste nell’iniezione di un farmaco sclerosante sotto forma di schiuma che provoca una immediata retrazione della emorroidi con successiva risalita del plesso.

Cosa prevede l’endosclerosi?

La tecnica può essere seguita tramite rettoscopia o anoscopia in regime ambulatoriale. La procedura dura pochi minuti, è indolore ed il paziente può tornare subito al proprio domicilio. A seconda della gravità della malattia il trattamento va ripetuto distanziando le sedute di circa 1 mese. Nelle emorroidi con sanguinanti oggi questa tecnica è considerata la prima scelta da intraprendere. Sicuramente un nuova promettente arma in più nella battaglia contro una patologia che giustamente suscita imbarazzo al paziente che giunge all’attenzione del medico sono negli stadi più avanzati quando i trattamenti meno invasivi diventano più difficili da realizzare.

Quindi consiglio finale: affidatevi il prima possibile ad uno specialista e meno problemi avrete con le vostre emorroidi.

Prof. Edoardo Cervi
Chirurgia vascolare

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