Deficit dell'attenzione ed iperattività nell’adulto e nel bambino

Autore: Dott. Paolo Cioni
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Il Disturbo da Deficit d’Attenzione e iperattività, conosciuto anche con l’acronimo ADHD, è un disturbo caratterizzato da un livello di disattenzione, iperattività e impulsività inappropriati rispetto al livello di sviluppo del bambino. Ce ne parla il Dott. Paolo Cioni, esperto in Psichiatria a Firenze

Che cos’è il Deficit di Attenzione ed Iperattività?

È un disturbo di origine neurobiologica dell’età evolutiva e può essere diagnosticato abbastanza precocemente nella maggior parte dei bambini affetti. Infatti, secondo uno studio eseguito nel 2014:

  • Il 45% dei bambini riceve la diagnosi prima dei 7 anni
  • Il 31 % tra i 7 e i 12 anni
  • Il 18% tra i 12 e i 18 anni

Può essere diagnosticato attraverso le seguenti valutazioni:

  • Valutazione psichiatrica, neurologia e medica
  • Valutazione del livello cognitivo e di apprendimento
  • Valutazione della situazione sociale e di quella familiare

Quali sono i sintomi di inattenzione che indicano la presenza di ADHD?

Attraverso dei test cognitivi e screening appropriati è possibile sospettare la presenza del disturbo. I sintomi di inattenzione che lo caratterizzano sono:

  • Poca cura dei dettagli e difficoltà di organizzazione
  • Errori di distrazione
  • Facilità nel dimenticare cose abituali
  • Scarsa attenzione nell’ascolto
  • Facilmente distraibile dagli stimoli esterni
  • Tendenza a perdere oggetti
  • Difficoltà a portare a termine le attività

Quali, invece, i sintomi di iperattività e di impulsività?

Il bambino con ADHD presenta i seguenti sintomi di iperattività:

  • Irrequietezza
  • Tende ad alzarsi in classe, quando dovrebbe stare seduto
  • Corre e si arrampica quando non potrebbe
  • Non riesce a stare tranquillo, neanche durante il gioco
  • Si muove di continuo
  • Parla eccessivamente

I sintomi di impulsività che caratterizzano il Deficit dell'attenzione e dell'iperattività sono:

  • Tende a rispondere prima che la domanda sia stata completata
  • Non riesce ad aspettare il proprio turno
  • Interrompe continuamente
  • Si intromette nelle attività dei compagni o degli adulti

Ai fini della diagnosi, quali strumenti possono essere utilizzati?

È molto utile servirsi di supporti diagnostici come l’elettroencefalogramma quantitativo (QEEG), che permette di superare il livello sintomatologico-comportamentale al fine di individuare cosa non funziona alla base.
La terapia d’elezione, come sostento dall’associazione dei pediatri USA, è la Neuroterapia Neurofeedback, addestramento mirato al miglioramento delle funzioni cerebrali. In questo caso si riscontrerebbero lentezza del cervello e bassa attività della corteccia sensori-motoria (legata all’empatia e alla socializzazione).

Dott. Paolo Cioni
Psichiatria

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