Deficit di Attenzione e Iperattività: mio figlio è un ADHD?

Autore: Dott.ssa Francesca Galloni
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Editor: Marta Buonomano

Vostro figlio è particolarmente vivace, in costante agitazione o con la testa tra le nuvole? La Dott.ssa Francesca Galloni, esperta in Psicologia a Roma, ci aiuta a scoprire la natura del problema

 

 

Tutti i bambini possono mostrare a volte eccessiva vivacità, così come la loro capacità di mantenere l’attenzione può risultare limitata, o ancora potrebbero agire in modo impulsivo, senza prima pensare. Ma stabilire se un bambino è affetto da ADHD è un processo articolato e richiede una valutazione globale per una diagnosi precisa che individui la presenza o meno di altre condizioni patologiche.

 

Cosa si intende per ADHD?

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo dovuto ad alterazioni dello sviluppo del sistema nervoso e della crescita. Un bambino con questo disturbo è incapace di controllare il proprio comportamento di fronte alle richieste dell’ambiente o a degli obiettivi da raggiungere.

 

È un disturbo che riguarda solo il singolo individuo?

L’ADHD rappresenta in realtà un disturbo che non riguarda solo l’individuo di per sé, ma anche la famiglia, la scuola, le relazioni sociali, perché è un problema che crea sconforto e difficoltà nella gestione del comportamento del bambino da parte dei genitori e degli insegnanti. L’ADHD, di cui circa il 4% della popolazione pediatrica ne è affetto, è considerato dalla comunità scientifica uno dei migliori predittori in età infantile di cattivo adattamento psicosociale nell’età adulta. Spesso si associa a disturbi dell’adattamento sociale, a un basso livello accademico e sociale ed anche a problemi psichiatrici.

 

A quale specialista rivolgersi per effettuare una valutazione neuropsicologica globale?

La valutazione globale è effettuata da uno specialista, psicologo o neuropsichiatra, e dovrà includere anche una valutazione clinica del funzionamento scolastico, sociale ed emotivo-affettivo.

 

Come faccio a capire se mio figlio presenta un disturbo come l’ADHD?

Spesso i genitori si ritrovano ad essere oggetto di critica e vengono additate loro le cause del comportamento del proprio figlio, etichettato in extremis come maleducato e distruttivo. In realtà i problemi del bambino non sono dovuti al modo in cui è stato educato, né all’incapacità, non curanza o eccesiva tolleranza dei genitori, né sono frutto della loro inefficienza. Oltre ad essere particolarmente vivace in più di un contesto quotidiano (casa, scuola, gioco, sport, ecc.), il bambino è anche sbadato, disorganizzato nel gioco e in compiti strutturati, tende a perdere ogni cosa, non sa stare fermo e seduto al suo posto, non rispetta il proprio turno e interviene in modo impulsivo, mostra continuamente di non avere autocontrollo e se arriva a comportamenti aggressivi e distruttivi allora probabilmente il genitore ha dei buoni motivi per chiedere una valutazione in merito alla presenza dell’ADHD. Per giungere ad una diagnosi completa, il tecnico effettuerà una valutazione del bambino e del suo contesto familiare e scolastico. La valutazione prevede:

  • Una serie di incontri strutturati con il bambino al quale verrà somministrata una batteria di test (test cognitivo, test neuropsicologici ed eventualmente la batteria di test sugli apprendimenti)
  • Incontri di consulenza genitoriale
  • Prendere contatti con la scuola

Qualora i risultati della valutazione neuropsicologica risultassero concordanti e positivi allora verrà stesa una diagnosi di ADHD.

 

Quali sono i criteri secondo i quali è possibile affermare che un bambino sia affetto da ADHD?

I sintomi principali sono: iperattività, disattenzione e impulsività. Possono essere individuati tre sottotipi che descrivono bambini molto diversi tra di loro:

  1. Sottotipo disattento: il bambino facilmente distraibile, è più ritirato socialmente, più timido e presenta delle problematiche emotive (alterazioni dell’umore, ansia), sogna a occhi aperti, è disorganizzato, con scarsa concentrazione e difficoltà nel completare un’attività
  2. Sottotipo iperattivo/impulsivo: il bambino è eccessivamente irrequieto, agitato e più aggressivo. Spesso viene associato a una diagnosi di Disturbo della condotta o DOP (Disturbo Oppositivo Provocatorio)
  3. Sottotipo combinato: il bambino presenta una combinazione di sintomi dei due sottotipi precedenti.

 

 

 

Editor: Marta Buonomano

 

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