Soluzioni Digitali

Definire la chirurgia endoscopica naso-sinusale

La chirurgia endoscopica naso-sinusale è l’intervento chirurgico di routine per trattare le infiammazioni, congenite o tumorali, della cavità nasale e dei seni paranasali. Gli esperti in Otorinolaringoiatria ci parlano di questa chirurgia mininvasiva.

 

Che cos’è la chirurgia endoscopica naso-sinusale?

Attualmente, la chirurgia endoscopica naso-sinusale è la chirurgia più usata per curare patologie come sinusiti, neoplasie, polipi nasali e perforazioni del setto nasale. Grazie all’utilizzo dell’endoscopio, è anche possibile effettuare interventi delle vie lacrimali, dell’orbita dell’occhio o della base del cranio attraverso la narice.

Possono sottoporsi all’intervento pazienti di qualsiasi età.  

Si tratta di una tecnica molto meno aggressiva rispetto alle tradizionali, dato che l’endoscopio permette una visione molto vicina e dettagliata delle lesioni e dell’anatomia umana. Ciò implica una maggiore precisione e sicurezza nei movimenti del chirurgo ed assicura l’estirpazione completa della lesione.

Senza dubbio, si tratta di una tecnica mininvasiva che assicura poche complicazioni dopo l’intervento.

 

Come funziona la chirurgia endoscopica naso-sinusale?

L’intervento si realizza utilizzando le naturali aperture della narice, senza la necessità di effettuare incisioni esterne.

Si introducono endoscopi da diverse angolazioni, che permettono allo specialista di intervenire su punti difficili da raggiungere, perfino con una chirurgia tradizionale.

Inoltre, il paziente può tornare a casa sua una volta finita l’operazione. Infatti, l’intervento si realizza in poche ore e non implica un ricovero in ospedale.  

Vengono collocati dei tamponi riassorbibili, i quali si disintegreranno da soli durante i giorni seguenti all’intervento. Nel giro di 3-4 giorni, il paziente può tornare a svolgere le sue normali attività.

 

 

 

 

Articolo scritto con la collaborazione del Dottor Massegur, specialista in Otorinolaringoiatria