Degenerazione Maculare Senile: cosa accade alla retina?

Autore: Dott. Cristiano De Gaetano
Pubblicato: | Aggiornato: 11/11/2018
Editor: Marta Buonomano

La maculopatia è una patologia a carico della regione centrale della retina, detta macula, che intacca la funzione visiva. Questa patologia è strettamente legata all’età e può essere secca o umida. Il nostro esperto in Oculistica a Roma, il Dott. Cristiano De Gaetano, ci spiega cosa accade alla retina affetta da DMLE

Cos’è la degenerazione maculare senile?

La degenerazione maculare senile, detta anche maculopatia, è un’alterazione che colpisce l’area centrale della retina che si occupa della funzione visiva. Il processo degenerativo è dovuto all’invecchiamento del tessuto retinico presente prevalentemente nei soggetti con più di 60 anni, ma esistono anche forme giovanili (rare) associate ad una grave miopia o ad processi infiammatori. Esistono due forme di maculopatia senile: la forma secca, caratterizzata da una progressiva atrofia della retina, e la forma umida, caratterizzata dalla presenza di emorragie ed accumulo di liquido intraretinico, causati dalla comparsa di neovasi nella zona maculare. I primi sintomi che il paziente affetto da maculopatia avverte sono una distorsione delle immagini, soprattutto nella visione da vicino, o la presenza di una macchia nel campo visivo centrale. Oggigiorno, la degenerazione maculare senile è una delle principali cause di ipovisione nella popolazione, con una frequenza in forte aumento a causa delle abitudini di vita attuali.

Degenerazione maculare senile: cosa accade alla retina?

Il primo cambiamento che si può riscontrare nei pazienti affetti da degenerazione maculare senile è l’accumulo di Drusen, depositi di sostanze tossiche che normalmente verrebbero eliminate dall’epitelio pigmentato retinico. È proprio questa loro presenza che può stimolare la formazione di neovasi e quindi una attivazione della forma essudativa. Questi depositi favoriscono infatti la produzione del fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF) i quali, a loro volta, possono comportare una formazione di neovasi che in soggetti sani avrebbero la funzione di eliminare Drusen, ma essendo anomali perdono liquido e sangue con conseguente aumento dello spessore maculare.

Diagnosi e prevenzione della degenerazione maculare senile

Esistono alcuni accorgimenti che possono ridurre l’insorgenza di questa patologia. Fumo, diabete e malattie cardiovascolari sono fattori di predisposizione, è quindi consigliabile seguire uno stile di vita sano. Il fattore genetico è comunque molto rilevante: in caso di familiarità per la degenerazione maculare senile è necessario svolgere esami routinari dopo i 50 anni. Per la diagnosi è necessario effettuare una visita oculistica con esame del fondo oculare che evidenzierà i segni caratteristici della maculopatia senile. L’esame diagnostico ad oggi più importante è l’OCT, Tomografia Ottica a Radiazione Coerente, un esame non invasivo che consente di visualizzare le alterazioni maculari e confermare la diagnosi. In caso di forme dubbie, è possibile eseguire un esame con mezzo di contrasto chiamato fluorangiografia che, attraverso un’iniezione di mezzo di contrasto è in grado di evidenziare i vari tipi di membrana vascolare.

Trattamento della degenerazione maculare senile

Nelle fasi iniziali della malattia, si consiglia uno stile di vita sano e l’assunzione di integratori alimentari a base di antiossidanti. Attualmente sono disponibili trattamenti efficaci per le maculopatie senili di tipo essudativo, caratterizzate dalla comparsa di liquido intraretinico e neovasi. Tali trattamenti consistono nell’iniezione intraoculare di farmaci anti-VEGF che contrastano la formazione dei neovasi e riducono l’edema retinico. Queste terapie sono tanto più efficaci quanto più precoce è la diagnosi, e diventa quindi fondamentale un attento monitoraggio dei pazienti con maculopatia, attraverso controlli periodici e informazione del paziente a riconoscere i primi sintomi di un eventuale aggravamento.

Dott. Cristiano De Gaetano
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