Denti del giudizio: che incubo!

Autore: Prof. Andrea Cicconetti
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Editor: Top Doctors®

Sono molte le persone che soffrono a causa dei denti del giudizio. Quando si rende necessaria l’estrazione? E perché questo intervento fa così paura? Ce ne parla il Prof. Andrea Cicconetti, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale a Roma

 

 

Cosa sono i denti del giudizio?

Raggiunta la maggiore età, la maggior parte degli adulti è dotata di 32 denti, 16 nell’arcata inferiore (mandibola) e 16 nell’arcata superiore (mascella). Ogni dente ha un proprio nome e una determinata funzione:

  • Denti anteriori: incisivi, canini e premolari servono per incidere il cibo e triturarlo in piccoli frammenti.
  • Denti posteriori: i molari servono per rendere il cibo della consistenza adatta per la deglutizione. È questa la prima fase della digestione, fondamentale per un corretto assorbimento delle sostanze nutritive durante il transito nell’intestino.

In alcuni casi si possono individuare, all’interno del cavo orale, solamente 28 elementi dentali, con l’assenza di 4 denti che probabilmente sono inclusi totalmente o parzialmente all’interno dell’osso o sono ricoperti da tessuto gengivale: questi denti “nascosti” sono i terzi molari, più conosciuti come denti del giudizio.

 

È sempre necessario rimuovere i “denti del giudizio”?

Non sempre si deve procedere all’estrazione dei denti del giudizio: quando sono in arcata, correttamente allineati, con una gengiva sana e il paziente non ha mai avvertito dolori, rigonfiamenti o presenza di pus, l’avulsione non è necessaria.

L’estrazione dei denti del giudizio diventa necessaria, invece, quando la posizione impedisce una corretta eruzione dei denti, con il rischio di sviluppare patologie come carie, lesioni cistiche o, più frequentemente, continue infezioni.

Un’estrazione preventiva dei denti, da eseguire quanto più precocemente possibile, permette di ridurre le difficoltà dell’avulsione stessa, di evitare lesioni alle strutture anatomiche contigue, di favorire un miglior decorso postoperatorio e di ottenere una completa restitutio ad integrum.

 

Come si fa a sapere se è necessaria l’estrazione?

Di solito il paziente arriva dal Chirurgo Orale e Maxillo-facciale dopo una visita dall’Odontoiatra, che spesso ha già dato indicazione alla rimozione. Con una accurata visita del cavo orale e uno studio radiografico è possibile valutare la posizione del dente del giudizio, comprendere se il dente è patologico e, di conseguenza, programmarne la rimozione.

Nella maggior parte dei casi l’estrazione del dente del giudizio si esegue in anestesia locale ma, in pazienti odontofobici, non collaboranti o con il riflesso del vomito accentuato, si può ricorrere all’anestesia generale. La procedura anestesiologica e i rischi chirurgici (lesioni nervose, complicanze con il seno mascellare etc.) vengono discusse con il paziente durante la fase preparatoria all’intervento.

Al paziente verranno indicati dei comportamenti da seguire nel postoperatorio per favorire la guarigione, e verrà prescritta la terapia antinfiammatoria e analgesica più adatta. I punti di sutura verranno rimossi una settimana circa dopo l’intervento.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Andrea Cicconetti
Chirurgia Maxillo-facciale

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