Dermatite atopica: l’acqua termale può aiutarti!

Autore: Dott. Giuseppe Carrieri
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Editor: Marta Buonomano

Sapevi che l’acqua termale può essere un valido alleato nella terapia contro la dermatite atopica? Ce ne parla il nostro esperto in Dermatologia a Bari, il Dott. Giuseppe Carrieri

Dermatite atopica: qual è lo scopo della terapia medica?

mano di donnaGli obiettivi che la terapia medica si propone sono ridurre il prurito, limitare l’entità delle manifestazioni ed evitare le complicanze infettive. Tali obiettivi vengono realizzati utilizzando sia farmaci per via generale che locale. Tuttavia, le terapie farmacologiche non possono essere applicate in modo continuativo, specie nei bambini, a causa degli effetti collaterali che esse, a distanza producono. È per questo motivo che in questo tipo di patologia sempre più si tende ad alternare cicli di terapia "aggressiva" a cicli di trattamenti meno potenti ma privi di effetti indesiderati. È in questi momenti che trova la sua collocazione ideale la terapia termale.

Climatoterapia e termalismo: di cosa si tratta?

La climatoterapia e il termalismo rappresentano una risposta curativa e riabilitativa in grado di offrire buoni risultati in assenza di effetti collaterali. Tale dato è supportato non solo dai numerosi studi clinici, eseguiti prima e dopo la cura sui bambini atopici trattati, pubblicati su autorevoli riviste scientifiche dermatologiche, ma anche dal costante, crescente numero di piccoli pazienti che negli ultimi cinque anni hanno raggiunto una media di 400 nuovi casi annui. Esistono delle terme, in Trentino, da sempre specializzate nella cura della dermatite atopica.

Il protocollo terapeutico prevede la balneazione con bagni quotidiani a 36° - 37° della durata di 15-20 minuti per cicli di 18-20 bagni, integrati dalla cura idropinica e dalla vaporizzazione nelle localizzazioni al volto. Durante il trattamento termale viene sospesa ogni terapia farmacologica specifica.

Medici specializzati, dermatologi, pediatri, idrologi seguono i piccoli pazienti con controlli pre cura, durante il trattamento e alla sospensione dello stesso.

Quali effetti hanno il termalismo e la climatoterapia su chi soffre di dermatite atopica?

donna che nuota nell'acquaL’immersione nell’acqua, ricca di calcio, provoca una pronta modificazione della sensibilità cutanea, con rapido abbassamento del prurito e riduzione nel tempo delle lesioni da grattamento. Lo stimolo caldo del bagno provoca un aumento dell’attività ghiandolare sudoripara e sebacea che, lentamente, giorno dopo giorno, aiuta a ricostituire la normale strutturazione dei mantelli di superficie. Anche l’acidità cutanea (pH), alterata nel paziente con eczema si riporta su valori di norma. L’acqua termale di tipo bicarbonatico tende infatti a neutralizzare la già scarsa acidità della pelle, costringendo l’organismo a reagire e a produrre sempre maggiori quantità di sostanze acidificanti. Alla fine dei cicli termali, nella maggior parte dei pazienti si osserva che la cute ha ricostituito una fisiologica acidità e un normale mantello idrico-salino. Il parallelo aumento della produzione di sebo stabilizza l’acqua negli strati più profondi e la cute, meno secca e pruriginosa, interrompe il suo circolo vizioso - prurito - grattamento - irritazione - prurito ancora più intenso.

Per quanto riguarda infine l’arrossamento, così frequente nella cute atopica, ricordiamo che l’acqua termale possiede un dimostrato effetto vasocostrittore, tanto che in molti pazienti, dopo il bagno, la temperatura corporea può risultare addirittura più bassa dei livelli prebalneatori e può mantenersi tale per molte ore durante la giornata.

Che risultati offrono queste terapie?

Se dagli studi teorici di base passiamo poi alla valutazione dei rilievi clinico-sperimentali, si osserva che circa il 70-75% dei pazienti trae vantaggi immediati (già nel primo anno) dalle applicazioni termali. Tuttavia il dato più significativo emerso dalla globalità delle ricerche è che la balneoterapia con l’acqua oligominerale ipotermale delle terme in Trentino risulta tanto più efficace quanto più alto è il numero dei cicli effettuati.

È infatti caratteristica la progressiva riduzione dei segni obiettivi (eczema) e soggettivi (prurito) dopo ogni successivo anno di trattamento termale.

In sostanza si può affermare, anche con confronti effettuati su pazienti studiati all’Università di Pisa che, mentre le cure effettuate con comuni farmaci intervengono soltanto sul quadro cutaneo, i trattamenti termali sembrano capaci di modificare alla loro origine i meccanismi reattivi dei pazienti, riducendo negli anni la tendenza al peggioramento, tipica delle forme gravi di dermatite atopica.

A tutto questo si aggiungono in maniera sinergica il beneficio della terapia idropinica e la componente climatica: il clima della zona, a bassa carica allergenica, è nel contempo tonico e balsamico.

Anche la possibilità di soggiorno in un ambiente tranquillo e rilassante, in cui si è tenuto in giusto conto delle esigenze psicologiche con l’offerta di strutture e personale specializzato, rendono la proposta termale di grande interesse nella dermatite atopica.

Dott. Giuseppe Carrieri
Dermatologia

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