Diagnosi e prevenzione del diabete

Autore: Prof.ssa Graziella Bruno
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Editor: Jennifer Verta

Il diabete è una patologia ancora oggi sottovalutata e che spesso non viene diagnosticata se non tardivamente. Parliamo di prevenzione e cura del diabete con la Prof.ssa Graziella Bruno, esperta in Diabetologia e Medicina Interna a Torino

Perché si tende a sottovalutare il diabete?

Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia subdola. Chi ne è affetto potrebbe non avvertire alcun sintomo anche per 8-10 anni. Questo rende il compito del diabetologo più arduo rispetto a quello di altri specialisti. Chi viene colpito da angor (il classico dolore oppressivo al petto) o da edemi alle gambe seguirà con attenzione le indicazioni del cardiologo, così come chi avverte la mancanza di fiato perché affetto da bronchite cronica si affiderà allo pneumologo e ne seguirà le indicazioni. Il diabetologo deve invece cercare di stimolare persone del tutto asintomatiche a effettuare esami che imporranno poi un cambiamento nello stile di vita e forse l’assunzione di farmaci. È comprensibile quindi che molti tendano a sottovalutare il problema “diabete”. È ancora comune che ci si riferisca alla malattia minimizzandone la portata e quindi a sottovalutarne l’impatto sulla salute. Questo atteggiamento, tuttavia, porterà a dover ricorrere a diversi specialisti -cardiologi, chirurghi vascolari, nefrologi, neurologi, oculisti - per curare le conseguenze della malattia sui diversi organi.

Quali sono i numeri del diabete?

Il diabete è una malattia sistemica, con effetti molteplici. Il consumo di farmaci, in tutte le categorie, è infatti 3-4 volte più alto rispetto ai non diabetici. In Piemonte i soggetti affetti da diabete sono circa 300.000, il 6-7% delle persone tra i 50 e i 64 anni, mentre tra i 65 e i 79 anni un piemontese su 7 sa di avere il diabete. A questi vanno aggiunte almeno 100.000 persone, che sono ammalate, ma non sanno di esserlo e solo con una diagnosi precoce sarebbe possibile ridurre il rischio di complicanze negli anni a venire.  

Come si esegue la diagnosi per diabete?

Gli specialisti formulano la diagnosi per diabete mellito misurando i livelli della glicemia nel sangue a stomaco vuoto da almeno 8 ore. L'evidenza di valori di glucosio uguali o superiori a 126 mg/dl, riconfermati in due misurazioni consecutive è il criterio arbitrariamente identificato a livello internazionale per evidenziare il rischio di complicanze microvascolari, in particolare, la retinopatia, che aumenta in corrispondenza di questo valore. La diagnosi può anche essere, inoltre, posta tramite un altro test, quello da carico di glucosio con 75 g per bocca, qualora la glicemia a digiuno non sia superiore a 126 mg/dl, ma si sospetti comunque la presenza di iperglicemia post-prandiale. In tal caso è diagnostico di diabete un valore di glicemia superiore a 200 mg/dl. Per porre diagnosi di diabete è, infine, possibile valutare il dosaggio di HbA1c (emoglobina glicata). Livelli superiori a 6,5% permettono di stabilire la presenza della malattia. In questo caso, è sufficiente un solo prelievo per stimare la glicemia media nell'arco degli ultimi 2-3 mesi e quindi fornire una valutazione integrata delle glicemie medie in un lungo periodo, anziché la singola determinazione puntuale di glicemia. È da tenere in considerazione, però, che questo metodo non è attendibile in presenza di emoglobinopatie (per es. nei portatori sani di talassemia, l’anemia falciforme), di grave anemia o di poliglobulia. Infine, il rischio di malattie cardiovascolari aumenta già per valori di glicemia compresi tra 100 e 126, per cui è indispensabile il controllo di tutti i fattori di rischio cardiovascolare eventualmente presenti (fumo, colesterolo, pressione arteriosa, peso).

Chi deve effettuare l’esame di screening?

Dovrebbero sottoporsi a controlli regolari i soggetti in sovrappeso o obesi, specialmente se con familiarità per diabete e le persone ipertese o con dislipidemia. L’esame deve iniziare ad essere effettuato almeno dall’età di 45 anni e ripetuto ogni 3 anni se normale.

Tenere sotto controllo i diabete è possibile

È importante sapere che, qualora sia posta diagnosi di diabete, oltre alla correzione delle abitudini alimentari e all’introduzione/aumento di attività fisica, l'armamentario farmacologico del diabetologo si è arricchito negli ultimi anni di farmaci nuovi, efficaci e con pochi effetti collaterali. Abbiamo ora evidenza che è possibile modificare la storia naturale del diabete, consentendo di mantenere una aspettativa di vita analoga alle persone senza diabete, purché si mantenga, con l’aiuto dello specialista diabetologo, il controllo ottimale di glicemia, pressione, lipidi, peso, albuminuria sempre accompagnati dall’astensione dal fumo.

Prof.ssa Graziella Bruno
Diabetologia

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