Differenza tra emorroidi interne ed esterne

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

Le emorroidi sono strutture vascolari presenti nel nostro corpo e causano particolari problemi una volta che si ingrossano; tale ingrossamento riguarda la mucosa del canale anale (parte finale del retto) che contiene vasi sanguigni e un tessuto muscolare liscio a scopo di sostegno che contribuiscono a chiudere in maniera effettiva ed efficace l’orifizio anale. Quando tale tessuto si ipertrofizza, prolassa esternamente e produce sintomi più o meno importanti: in questo caso si parla di emorroidi (o di malattia emorroidaria). Ce ne parla il nostro esperto in Chirurgia generale

Tipologie di emorroidi

Le emorroidi si possono distinguere in emorroidi esterne e interne: quelle esterne sono visibili intorno all’ano e risultano coperte dalla pelle; le emorroidi interne, invece, non sono visibili poiché sono posizionate nella parte interna dell’ano e sono ricoperte dalla mucosa. Le emorroidi rappresentano un problema di salute quando si manifestano sintomi specifici; generalmente, all’inizio si verifica il sanguinamento e, successivamente, la patologia si può evolvere e provocare dolore, prurito, gonfiore e trombosi. Le emorroidi interne possono essere classificate in 4 tipologie; vi sono quelle che provocano sanguinamento durante la defecazione (grado I), quelle che prolassano durante la defecazione e rientrano successivamente in maniera spontanea (grado II) o per le quali è necessaria una manovra manuale per riposizionarle all’interno del canale anale (grado III). Infine, le emorroidi di quarto grado non consentono un riposizionamento manuale e prolassano in maniera stabile.

 

Come evitare la malattia delle emorroidi

Non esiste un trattamento unico per il rigonfiamento delle emorroidi; allo stesso tempo, non tutti i pazienti affetti da tale malattia devono necessariamente operarsi. Per tale motivo, vi sono diverse opzioni terapeutiche. Nel caso in cui si riscontrano emorroidi di primo, secondo e terzo grado (allo stato iniziale) è possibile realizzare un trattamento che non prevede l’utilizzo del bisturi ma consiste nel cambiare alcune abitudini: innanzitutto, è utile ingerire una quantità minima di fibre (frutta, verdura), bere liquidi in abbondanza (1,5/2 litri al giorno) ed eliminare cibi speziati o piccanti, alcol e caffè dalla dieta alimentare. Un altro consiglio utile riguarda l’igiene intimo personale: utilizzare acqua tiepida/calda (3/4 volte al giorno con una durata di 5 minuti). Tali accorgimenti si affiancano all’applicazione di pomate specifiche che servono a ridurre i fastidi e l’infiammazione. Tuttavia, occorre sottolineare che questi prodotti non curano la malattia, pertanto non devono essere utilizzate quotidianamente al fine di evitare dermatiti anali o atrofia cutanea. Inoltre, è possibile utilizzare creme venotoniche al manifestarsi dei sintomi associati. Per quanto riguarda le emorroidi di grado 1 o 2 sono previsti metodi non chirurgici che, realizzati durante varie sedute mediche, permettono di ottenere pochi fastidi e lo sgonfiamento delle emorroidi. Tra i metodi previsti vi sono le iniezioni di sostanze sclerosanti o coagulazione mediante infrarossi o laser non chirurgico. Attualmente il metodo più diffuso è quello della legatura elastica.

 Redazione di Topdoctors

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Chirurgia generale


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