Il richiamo della Natura e il dio Pan: paura e il panico nella psiche umana
Le origini e la genealogia del dio Pan
La genealogia del dio Pan è controversa: per alcuni era figlio di Zeus e della ninfa Callisto; per altri, come Omero, sarebbe nato dall’unione di Hermes con la figlia del re arcade Driope.
Dio delle selve e dei pascoli, il suo culto proveniva dall’Arcadia. Kerènyi, riprendendo l’Inno omerico a Pan, racconta che Ermes stava pascolando le capre quando vide la ninfa Driope e se ne innamorò. Dalla loro unione nacque “un bambino prodigioso, con corna e piedi di capra, molto chiassoso e allegro”. Appena la madre lo vide, corse via spaventata dalla sua bruttezza.
Allora Ermes lo raccolse, lo avvolse in una pelle di lepre, lo portò sull’Olimpo e lo presentò agli Dei. Ognuno di loro lo accolse con benevolenza e lo chiamarono Pan, perché “tutti ne provavano piacere”.
L’aspetto e la natura selvaggia di Pan
È raffigurato con gambe e corna caprine, zampe irsute e zoccoli, mentre il busto è umano. Ha due corna in fronte, naso schiacciato, volto ornato da una barba caprina e un’espressione terribile. Nonostante ciò, Pan è un dio gioviale e generoso, sempre pronto ad aiutare chi chiede il suo aiuto.
Originario dell’Arcadia, possedeva greggi che pascolava, pur essendo un dio vagabondo. È il dio dei campi, delle selve, dei pascoli e della sessualità.
Pan come archetipo della natura e dell’istinto
Lo psicoanalista James Hillman afferma che “in quanto Dio di tutta la natura Pan è per la nostra coscienza ciò che è puramente naturale, il comportamento al di là degli scopi personali, quando è massimamente oggettivo”. Pan rappresenta l’istinto, il comportamento di cui la ragione non trova la causa. È l’immagine che governa le reazioni sessuali e di panico, i due poli estremi dell’istinto umano: avvicinamento e fuga. Secondo Jung, gli eventi del corpo hanno il loro analogo nella mente: mentre l’istinto agisce, crea un’immagine mentale della sua azione. Le immagini archetipiche sono parti della natura stessa. Così Pan rappresenta la coazione istintuale e, al tempo stesso, il mezzo per trasformarla attraverso l’immaginazione.
Pan, sintesi di opposti e simbolo di vitalità
Pan è una sintesi di opposti: un demone mezzo uomo e mezzo animale, con un volto barbuto, due zanne ingiallite, un corpo peloso e un fallo perennemente eretto.
Le sue corna, simbolo di elevazione spirituale, rappresentano il legame tra la dimensione terrena e quella divina.
Egli incarna gli istinti più turbanti e spaventosi, ma anche aspetti salvifici. È fanatico e inarrestabile, ma anche colui che salva Psiche, svelandole la saggezza della natura e fermandola dal gesto suicida.
La morte (e il sonno) del dio Pan
Secondo Plutarco, Pan è l’unico dio che morì, sopraffatto dall’avanzare del cristianesimo e dal rifiuto della sessualità e degli istinti. Tuttavia, molti commentatori ritengono che Pan non sia morto, ma addormentato, ovvero rimosso dalla coscienza. Quando l’essere umano perde la connessione con la natura e l’istinto, Pan muore e lascia spazio all’immagine del Diavolo.
Ma Pan può risvegliarsi, se si recupera la connessione personale con la natura interiore.
Pan, la paura e il panico nella psiche umana
Pan è il dio della paura, del panico e dell’incubo.
Si impossessa di noi durante le esperienze di perdita del controllo cosciente, come negli attacchi di panico o negli incubi, quando emergono gli istinti più profondi. La paura è un meccanismo di difesa arcaico e vitale. Jung afferma che “la paura è una via legittima da seguire” e che “si va dove si è spaventati”: ciò che ci terrorizza può anche salvarci.
Negli attacchi di panico, l’angoscia invade il corpo e paralizza: è il segnale che un contenuto mentale profondo è emerso nella nostra psiche. Il panico, come la paura, può dunque avere un valore terapeutico e trasformativo.
Il messaggio terapeutico di Pan
Le azioni ermetiche di Pan ci spingono a guardare ciò che ci terrorizza, a entrare in contatto con la natura dentro di noi, per trasformarla in conoscenza di sé.
Reprimere Pan significa perdere il nostro istinto vitale e creativo, la nostra natura più autentica. Il richiamo di Pan è totalizzante (pan = “di tutte le cose”): è la voce della vita che richiama la mente (psyche) dal suo tentativo di dominare tutto. Quando le difese si abbassano, Pan ci ricorda il suo potere, invitandoci a smantellare le barriere e a ritornare ad abbracciare la vita nella sua totalità.
Bibliografia
- Frigoli D., Il linguaggio dell'anima, Ed. Magi, Roma, 2016
- Jung C.G., Il segreto del fiore d'oro, Opere vol. XIII, p. 47, 1929
- Hillman J., Saggio su Pan, ed. Adelphi, Milano, 2015
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