Dislipidemia e malattie cardiovascolari: strategie di prevenzione
La dislipidemia è una condizione caratterizzata da alterazioni dei livelli di grassi nel sangue, in particolare colesterolo e trigliceridi. In Italia rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, come infarto del miocardio e ictus. La sua gestione è fondamentale per ridurre il rischio di eventi clinici e migliorare la qualità della vita, soprattutto nelle persone con familiarità o altri fattori di rischio come ipertensione, diabete e sedentarietà. Approfondiamo l’argomento con il Dott. Giancarlo Sandri, specialista in Ematologia, Medicina Interna e Nutrizione clinica a Roma.
Cos’è la dislipidemia e perché è importante?
I lipidi svolgono funzioni essenziali nell’organismo, ma quando i livelli di colesterolo LDL (“cattivo”) aumentano o quelli di HDL (“buono”) diminuiscono, può verificarsi l’accumulo di placca aterosclerotica nelle arterie. Questo processo, chiamato aterosclerosi, riduce il flusso sanguigno e può portare nel tempo a eventi cardiovascolari anche gravi.
Diagnosi e valutazione del rischio
La diagnosi si effettua tramite un semplice prelievo di sangue che misura:
- Colesterolo totale
- LDL e HDL
- Trigliceridi
La valutazione del rischio cardiovascolare globale tiene conto anche di età, pressione arteriosa, abitudine al fumo e presenza di altre patologie. In Italia si fa spesso riferimento a tabelle di rischio europeo aggiornate.
Stile di vita e alimentazione
Il primo passo nella prevenzione è adottare uno stile di vita sano. La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e olio extravergine d'oliva, è riconosciuta come una delle più efficaci nel migliorare il profilo lipidico. È utile limitare:
- Grassi saturi (burro, carni rosse grasse)
- Zuccheri semplici
- Alcol in eccesso
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L’attività fisica regolare, anche solo 30 minuti al giorno di camminata veloce, favorisce l’aumento del colesterolo HDL e contribuisce al controllo del peso.
Terapia farmacologica
Quando la sola modifica dello stile di vita non è sufficiente, il medico può prescrivere farmaci ipolipemizzanti, principalmente statine, che hanno dimostrato ridurre significativamente il rischio di infarto e ictus. In alcuni casi si ricorre ad altre terapie, come ezetimibe o farmaci biologici (inibitori PCSK9), in particolare nei pazienti ad alto rischio o con forme familiari di dislipidemia.
Prevenzione: un percorso continuo
La prevenzione richiede costanza. Controlli periodici, aderenza alla terapia e uno stile di vita sano sono le basi per mantenere livelli lipidici adeguati e ridurre il rischio cardiovascolare nel lungo periodo.
In conclusione, la dislipidemia è una condizione comune ma prevenibile. Un approccio integrato che unisce alimentazione equilibrata, attività fisica e, quando necessario, terapia farmacologica mirata, rappresenta oggi la strategia più efficace per proteggere il cuore e la salute generale.


