Soluzioni Digitali

Pillole sull’obesità 2026: dati, rischi e terapie

L’obesità oggi non è più considerata solo una problematica di tipo estetico o legata allo stile di vita, ma è a tutti gli effetti una malattia cronica, progressiva e recidivante, riconosciuta in Italia con la Legge 149 del 2025. Questo significa che tende a peggiorare nel tempo e può ripresentarsi anche dopo una fase di miglioramento, se non viene gestita in modo continuativo.


Parliamo di una condizione complessa, una malattia multifattoriale, cioè dovuta a diverse cause, che si manifesta con l’accumulo di massa grassa sottocutanea e/o viscerale che causa disfunzioni agli organi come, per esempio, il fegato, il cervello e il cuore.

Non dipende quindi solo dall’alimentazione, ma da fattori genetici, ormonali, ambientali e comportamentali.

I numeri dell’obesità: un problema globale e nazionale

I dati attuali mostrano la dimensione del fenomeno. Nel 2025 più di 1 miliardo di persone al mondo è stata obesa e circa 2 milioni sono state le morti precoci dovute all’obesità. Si tratta di un impatto sanitario rilevante, che coinvolge sistemi sanitari e famiglie.

Ciò porta a delle conseguenze concrete, in quanto nel nostro Paese l’aspettativa di vita sopra i 40 anni è ridotta del 7% negli obesi. Questo dato sottolinea come l’eccesso di peso non sia solo un fattore di rischio teorico, ma abbia effetti misurabili sulla longevità.

Obesità e rischio oncologico

Un aspetto meno discusso riguarda il legame tra obesità e tumori. Nelle donne l’obesità è responsabile del 10% dei nuovi casi di tumore.

Il tessuto adiposo in eccesso produce sostanze infiammatorie e ormoni che possono favorire lo sviluppo di alcune neoplasie.


È importante evidenziare che intervenire sul peso può fare la differenza. In particolare la riduzione del peso corporeo negli adulti incide favorevolmente sulla prognosi del cancro dell’endometrio, del colon e della mammella.

Questo significa che dimagrire, quando indicato, non ha solo un valore preventivo ma può influire anche sull’andamento della malattia oncologica.

Perché è urgente trattare l’obesità

Alla luce di questi dati, è chiaro che non si tratta di una condizione da sottovalutare. Diventa sempre più urgente provvedere a trattare questa malattia.

Rimandare può aumentare il rischio di complicanze di vario tipo.

Infatti, l’obesità, è spesso associata ad alterazioni del metabolismo del glucosio, aumento della pressione arteriosa, dislipidemia e stato infiammatorio cronico. Dal punto di vista ematologico, l’infiammazione persistente può influenzare diversi parametri del sangue e contribuire a uno stato pro-trombotico.

Quali terapie sono disponibili oggi

Oggi le possibilità di trattamento sono più ampie rispetto al passato. Dieta e attività fisica rimangono il trattamento di elezione e, nel caso in cui queste dovessero fallire o nei casi più gravi, possiamo contare su farmaci sicuri ed efficaci.


Il primo passo resta un percorso nutrizionale personalizzato, costruito sulla storia clinica della persona, sulle eventuali comorbidità e sugli obiettivi realistici. L’attività fisica regolare contribuisce non solo alla perdita di peso, ma anche al miglioramento della sensibilità insulinica e del profilo cardiovascolare.

Nei casi selezionati, i farmaci per l’obesità possono rappresentare un supporto valido, sempre sotto controllo medico. Non sostituiscono lo stile di vita, ma lo affiancano. In situazioni specifiche e severe può essere presa in considerazione anche la chirurgia bariatrica, dopo un’attenta valutazione multidisciplinare.


Un percorso che coinvolge anche la famiglia

Affrontare l’obesità significa avviare un percorso a lungo termine. Essendo una malattia cronica e recidivante, richiede continuità e monitoraggio. Il supporto dei familiari è fondamentale per favorire l’aderenza alle indicazioni nutrizionali e terapeutiche.

Riconoscere l’obesità come malattia aiuta a superare lo stigma. Non si tratta di mancanza di volontà, ma di una condizione clinica che necessita di un approccio strutturato. Informazione corretta, diagnosi precoce e terapie adeguate possono migliorare qualità e aspettativa di vita.

Prendere consapevolezza dei dati è il primo passo. Il secondo è rivolgersi a specialisti qualificati per costruire un percorso personalizzato e sostenibile nel tempo.


Potrebbe interessarti anche un altro articolo del nostro Specialista in Nutrizione ---> Le conseguenze dei disturbi del comportamento alimentare