Disturbi dell'apprendimento (DSA): conoscerli e affrontarli

Autore: Dott. Roberto Giorgetti
Pubblicato: | Aggiornato: 12/11/2018
Editor: Top Doctors®

È importantissimo che i genitori riconoscano precocemente eventuali disturbi specifici dell’apprendimento di cui soffrono i figli. Ce ne parla il Dott. Roberto Giorgetti, esperto in Pediatria presso l'Istituto Clinico San Carlo

 

 

Cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento?

disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono un gruppo di disturbi che si manifestano con difficoltà nella lettura (dislessia), nel calcolo (discalculia) e nella scrittura (disortografia e disgrafia). Questi deficit possono essere presenti anche in associazione.

Si dicono “specifici” perché interessano solo una determinata abilità, ma il quoziente intellettivo globale del bambino è nella norma.

 

Come si fa a riconoscere un DSA?

Un aiuto nel riconoscere un DSA può essere rappresentato dai compiti a casa. I compiti, infatti, aiutano a costruire, fin dai primi anni di età, le basi della propria organizzazione personale e il modo in cui la persona affronterà le sfide per raggiungere i propri obiettivi, siano essi scolastici, personali o lavorativi. Il genitore deve comunicare un atteggiamento positivo e costruttivo nei confronti dei compiti a casa, ma a volte questi si rivelano particolarmente difficili per il bambino. Le cause possono essere molte:

  • La mancanza di un'abilità necessaria a svolgere il compito, come non riuscire ad incolonnare correttamente i numeri per eseguire delle operazioni matematiche;
  • La mancanza di strumenti adatti o di una strategia di studio adeguata, ad esempio un bambino abituato a studiare solo a memoria;
  • Problemi di attenzione e difficoltà di natura emotiva;
  • Un disturbo specifico dell'apprendimento non ancora identificato.

Uno specialista potrà aiutare a capire se il problema deriva da una difficoltà reale o se si tratta solamente di un’avversione a svolgere i compiti a casa.

 

Quanto è importante la diagnosi precoce dei DSA?

Una diagnosi di dislessia o di disortografia può essere fatta solo alla fine della seconda elementare.

È importante, però, riconoscere precocemente i fattori di rischio, meglio se dall’età prescolare o durante il primo anno di scuola primaria, per intervenire tempestivamente e potenziare quelle abilità in cui il bambino presenta problemi.

Bisogna prestare attenzione a difficoltà comunicativo-linguistiche, motorio-prassiche, uditive e visuo-spaziali, che possono essere considerate come indicatori di rischio di disturbi specifici dell’apprendimento.

Importante è anche la familiarità della malattia: in presenza di un’anamnesi familiare positiva, diviene necessaria la valutazione di uno specialista.

 

DSA: la diagnosi presso l’Istituto Clinico San Carlo

Presso l’Istituto Clinico San Carlo, una équipe multidisciplinare effettua la prima certificazione diagnostica dei DSA. Le relazioni rilasciate dall’équipe hanno validità ai fini scolastici e danno diritto all’applicazione a scuola delle misure compensative e dispensative, previste dalla legge 170 del 2010. Di questa équipe multidisciplinare fanno parte Neuropsichiatri Infantili, Psicologi Infantili, Logopedisti e Psicomotricisti.

Gli specialisti si occuperanno di analizzare la sintomatologia, la storia clinica e l’eventuale familiarità per DSA o DSL (disturbi del linguaggio). Inoltre, verranno presi in considerazione eventuali sintomi indicativi della presenza di un’altra patologia associata (ad esempio, ADHD, disturbi emotivi o disturbi neuropsicologici), in modo da escludere malattie di interesse neurologico, e valutate la motricità oculare, le competenze motorie, la lateralità, il controllo posturale, la coordinazione e le abilità prassiche.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Roberto Giorgetti

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Pediatria


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