Disturbi di personalità: cause, epidemiologia, incidenza e terapie
Nel precedente articolo la Dott.ssa Maria Chiara Rinaldi, specialista in Psicologia, Psicoterapia e Psicodiagnostica, ci ha dato una definizione di personalità per comprendere meglio i suoi disturbi. Ci ha anche chiarito quali sono esattamente, come si manifestano e quali sono le loro caratteristiche. Riprendendo il discorso, ora la Dott.ssa si focalizzerà sulle cause dei disturbi di personalità, l’epidemiologia, la frequenza a seconda del genere e le terapie ad oggi disponibili
Quali possono essere le cause dei disturbi di personalità?
I disturbi di personalità sono molto complessi e altrettanto complessa è la determinazione delle loro cause. Allo stato attuale delle ricerche possiamo affermare che allo sviluppo di un disturbo di personalità concorrono diversi fattori: ereditari, ambientali (per es. relazioni familiari disfunzionali) e sociali. Dai racconti dei pazienti, inoltre, emergono spesso riferimenti a traumi precoci o ad eventi che per l’individuo hanno avuto valenza traumatica e relazioni familiari altamente disfunzionali.

Epidemiologia e frequenza di diffusione. Perché i disturbi di personalità sembrano maggiormente presenti nel genere femminile?
Riguardo la diffusione e prevalenza dei disturbi di personalità, i più recenti studi epidemiologici, condotti in diversi Paesi, hanno rilevato una prevalenza media del 3,6% per i disturbi del gruppo A, del 4,5% per il gruppo B, del 2,8% per il gruppo C e del 10,5% per i disturbi di personalità nel complesso (per comprendere meglio la suddivisione in gruppi si rimanda all’articolo “La personalità e i suoi disturbi: definizione, manifestazione e caratteristiche”). Va però sottolineato che la prevalenza di un certo tipo di disturbo di personalità sembra variare da un Paese all’altro e in base all’etnia. È, inoltre, da prendere in considerazione l’influenza della cultura di appartenenza, per cui alcune manifestazioni che in una cultura verrebbero considerate segni di un disturbo di personalità, in un’altra cultura potrebbero essere del tutto normali e adattive. Per esempio, mentre nella nostra cultura rimanere in una relazione maltrattante potrebbe essere indice di un disturbo dipendente di personalità, in altre culture dove il divorzio è proibito potrebbe essere considerata una scelta del tutto congruente con le norme culturali condivise.
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Riguardo la correlazione tra la diagnosi dei disturbi di personalità, il sesso e il genere, si rileva che alcuni disturbi di personalità, come ad esempio il disturbo antisociale, vengono diagnosticati più frequentemente negli uomini, altri invece, come ad esempio i disturbi borderline, istrionico e dipendente di personalità, nelle donne. A tal riguardo, però, va considerato che ciò potrebbe essere dovuto ad una maggiore richiesta di aiuto psicologico e psichiatrico da parte delle donne. In altri termini bisogna considerare che una sottostima o sovrastima di questi disturbi nei due sessi ha molta probabilità di essere determinata da stereotipi sociali circa le differenze di genere piuttosto che da reali differenze tra uomini e donne.
Come viene trattato? Quali sono le possibili terapie e approcci?
Nei casi in cui la sintomatologia del disturbo di personalità sia a un livello molto alto d’intensità, al punto tale da invalidare notevolmente il funzionamento personale, lavorativo e sociale dell’individuo, la combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia si è dimostrato essere il trattamento elettivo; nei casi in cui la sintomatologia sia, invece, non eccessivamente invalidante, anche la sola psicoterapia si è dimostrata un trattamento efficace dei disturbi di personalità. I miei due approcci terapeutici integrati, l’Analisi Transazionale e la Psicoterapia della Gestalt, si sono occupati del trattamento dei disturbi di personalità fin dai loro esordi (negli Stati Uniti, intorno alla metà degli anni ’50). La Terapia della Gestalt possiede un repertorio tecnico-metodologico molto ampio per il lavoro sulle parti scisse e alienate della personalità per arrivare a una loro integrazione ed equilibrio reciproco. L’Analisi Transazionale è internazionalmente riconosciuta non solo come approccio terapeutico, ma anche come una teoria, altamente sistematizzata, della personalità e delle relazioni umane.


