Dolore durante un rapporto sessuale nell’uomo

Autore: Dott. Giorgio Del Noce
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Editor: Antonietta Rizzotti

La presenza di dolore durante un rapporto sessuale è indice di particolari infiammazioni o condizioni patologiche come la malattia di La Peyronie o la balanite. Ne parla il Dott. Giorgio Del Noce, esperto in Andrologia a Torino.

Quali sono le cause principali del dolore maschile durante un rapporto sessuale?

Nel giovane sicuramente la causa principale di dolore durante i rapporti è la lacerazione o, peggio, rottura del frenulo penieno, chiamato generalmente “filetto”. È un evento frequente, soprattutto in coloro che hanno un frenulo breve. Spesso, inoltre, la frattura si associa a un sanguinamento non pericoloso, ma emotivamente significativo, poiché il frenulo è attraversato da una piccola arteria, che, ovviamente, può lacerarsi. La rottura del frenulo non provoca danni permanenti, ma i fenomeni cicatriziali possono generare fastidi che perdurano anche per alcune settimane. Sempre nel giovane talvolta è presente una fimosi, ovvero restringimento del prepuzio, che si evidenzia solo in erezione. Vi può essere quindi un fastidio nei rapporti per la forzatura nel tentativo di scopertura del glande. Ricordiamo che in un pene normale il glande, sia in flaccidità e sia in erezione, si deve scoprire completamente senza difficoltà. Aggiungo infine che i giovani spesso tendono a traumatizzare la cute e la mucosa dei genitali con i lavaggi ripetuti. Spesso i ragazzi fanno docce frequenti durante la giornata. Ricordo che già il lavaggio giornaliero dei genitali è da considerarsi eccessivo.

Sempre nel giovane un fenomeno frequente consiste nella cosiddetta “allodinia del pene o penodinia”, ovvero la persona trasforma la sensazione tattile in dolorifica. Il paziente esprime il suo disagio soprattutto alla scopertura digitale del glande, che non viene normalmente mai eseguita. Non sempre riferisce dolore, ma più spesso fastidio. I rapporti sessuali sono consentiti e, paradossalmente, durante i rapporti non si rilevano sintomi. Spesso si presentano alla visita andrologica per eseguire una circoncisione, che normalmente ha un decorso postoperatorio complesso. In casi più gravi il paziente non tollera nemmeno l'avvicinarsi della mano al pene e compie le stesse reazioni fobiche e gli stessi movimenti della donna affetta da vaginismo. In qualche caso non riesce ad avere rapporti sessuali. Il fenomeno generalmente è determinato da una inconscia sofferenza psichica.

Quali sono le patologie che potrebbero essere correlate a questo disturbo?

Vi sono alcune patologie che possono causare fastidi o dolore nei rapporti. Innanzitutto il Lichen sclerosus (o Lichen scleroatrofico) dei genitali. Questa patologia è molto frequente e provoca una scleroatrofia della cute dei genitali, che normalmente si evidenzia con l’apparizione di aree biancastre cutanee. La scleroatrofia provoca una minor distensibilità della cute causando talvolta la fissurazione della stessa o un restringimento del prepuzio (fimosi secondaria).

Anche le balaniti (o infezioni/infiammazioni del glande) possono essere causa di dolore durante i rapporti. Il paziente, però, che rileva su di sé i segni dell’infiammazione del glande (arrossamento, gonfiore, secrezione) evita i rapporti e si rivolge ad uno specialista.

Più subdola è la malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica (IPP). Insorge normalmente nell’uomo adulto. Si presenta generalmente con la comparsa iniziale di dolore/fastidio in erezione e un incurvamento progressivo del pene. È una patologia che colpisce circa il 5% degli uomini ed è causata dal formarsi, sulla superfice dei corpi cavernosi (a livello dell’albuginea), di placche cicatriziali, talvolta calcifiche, che alterano la normale fisiologia dell’erezione.

Ricordo anche che in alcune persone può manifestarsi un’eiaculazione dolorosa, dovuta in genere a un’infiammazione (flogosi) prostatica spesso secondaria a infezioni. La prostata e le vescicole seminali adiacenti producono il 95% del liquido seminale e si contraggono durante l’eiaculazione provocando dolore in questi casi.

Segnalo anche la possibilità di fastidio/dolore durante i rapporti in caso di alterata lubrificazione vaginale. Quest’ultima è direttamente proporzionale all’eccitazione femminile. In menopausa, però, il calo estrogenico può provocare una parziale atrofia vaginale con diminuzione della lubrificazione. In questi casi l’utilizzo di estrogeni locali o pomate lubrificanti migliora la situazione.

Com’è possibile curare questo disturbo?

In caso di Lichen Sclerosus la terapia è topica anche con semplici pomate idratanti nei casi più lievi. Ricordo di evitare gli eccessivi lavaggi.

La terapia In caso di balanite è antibiotica o antimicotica (in caso di candidosi) o antivirale (Herpes). Le terapie antibiotiche prolungate sono spesso efficaci in caso di prostatite.

Più complessa è la terapia della malattia di La Peyronie. La terapia orale non è così efficace. Migliore è la terapia locale infiltrativa (soprattutto l’utilizzo della Collagenasi). In qualche caso si corregge il recurvatum chirurgicamente.

Dott. Giorgio Del Noce
Andrologia

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