Dolore pelvico cronico: cause, diagnosi e cure con la terapia del dolore
Il dolore pelvico cronico è una condizione debilitante che interessa tra il 10% e il 40% delle donne in età fertile, mentre è meno comune negli uomini. Non si tratta solo di un fastidio fisico, ma di un dolore che impatta profondamente sulla qualità di vita, sulle relazioni personali, sull’intimità e sulla salute mentale. Purtroppo, il suo inquadramento è complesso e spesso richiede un approccio multidisciplinare
Un disturbo, molte possibili origini
Le cause del dolore pelvico cronico sono multifattoriali. Possono derivare da disfunzioni:
- Uroginecologiche (es. vestibulodinia, endometriosi)
- Gastrointestinali
- Muscoloscheletriche
- Neurologiche (es. nevralgia del pudendo, nevralgie post-herpetiche)
- Post-traumatiche (es. coccigodinia da caduta)
- Post-chirurgiche, in particolare dopo interventi per endometriosi
Spesso, la sintomatologia persiste anche dopo il trattamento della causa primaria, trasformandosi in un dolore neuropatico cronico che deve essere affrontato con strumenti specifici della terapia del dolore.
Il ruolo dell’algologo (terapista del dolore) nel trattamento del dolore pelvico
L’approccio antalgico si integra all’interno di un percorso diagnostico-terapeutico condiviso con altri specialisti (ginecologi, urologi, fisiatri, psicologi), ma ha un ruolo fondamentale nel controllo del dolore persistente.
Dopo una valutazione clinica approfondita, possono essere eseguiti blocchi diagnostici e terapeutici sotto guida ecografica o radioscopica, che servono sia a confermare l’origine del dolore sia a iniziare un trattamento efficace.
Tecniche ambulatoriali per il controllo del dolore pelvico
In ambulatorio, è possibile eseguire diverse procedure mininvasive che riducono il dolore pelvico cronico in modo mirato:
- Blocco del muscolo piriforme: indicato quando il dolore è correlabile ad una sindrome del piriforme.
- Blocco del ganglio impari: utile nei dolori ano-rettali, vulvari e coccigei
- Blocco del nervo pudendo: per nevralgie del n. pudendo.
- Blocco delle radici sacrali: indicato nei dolori cronici resistenti di origine sacrale
E quando le infiltrazioni non bastano?
Nei casi più resistenti, si può ricorrere a tecniche avanzate come la neuromodulazione gangliare o la stimolazione delle radici sacrali, che agiscono modulando la trasmissione del dolore a livello del sistema nervoso. Queste tecniche, se ben selezionate, possono migliorare sensibilmente la qualità della vita delle pazienti.
Conclusioni
Il dolore pelvico cronico non va mai sottovalutato. Un inquadramento accurato e un trattamento antalgico personalizzato, condotto da un’équipe multidisciplinare, rappresentano oggi l’approccio più efficace per rompere il ciclo del dolore e restituire dignità e benessere a chi ne soffre.

