Donne e cistite: la parola all’esperto!

Autore: Dott. Giampaolo Delicato
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Le infezioni urinarie vengono spesso sottovalutate o trattate in maniera non adeguata. Per questo motivo, nonostante siano condizioni di per sé non gravi, possono arrivare ad essere potenzialmente rischiose. Ce ne parla il Dott. Giampaolo Delicato, esperto in Urologia a Roma

Le infezioni urinarie sono molto comuni?

Le infezioni urinarie sono dei disturbi molto comuni (l’apparato urinario è al secondo posto per suscettibilità infettiva), che colpiscono donne e uomini di qualsiasi età, anche se la loro incidenza si riscontra maggiormente nelle donne (circa il 20% ha contratto un’infezione urinaria almeno una volta nel corso della propria vita).

Infezione urinaria nella donna: come avviene il contagio?

Il meccanismo d’infezione più frequente nelle donne viene definito “ascendente” ed include due fasi:

  • Passaggio di batteri patogeni dalla zona peri-uretrale all’uretra ed in seguito alla vescica;
  • Colonizzazione della vagina e della mucosa dell’uretra da parte dei germi provenienti dall’intestino, che in seguito risaliranno nella vescica dando origine all’infezione.

Si può affermare, quindi, che la principale causa di un’infezione urinaria, in particolare di una cistite, è rappresentata dall’alterazione della normale flora batterica vaginale.

Quali sono i meccanismi di difesa?

I meccanismi di difesa per affrontare un’infezione urinaria sono:

  • Glicosamminoglicani: impediscono l’adesione dei batteri patogeni alla parete vescicale;
  • Batteri non patogeni (lattobacilli, batteri gram-positivi): ospiti abituali della vagina e della zono periuretrale, contrastano la crescita dei ceppi patogeni;
  • Ph acido: l’acidità dell’ambiente vaginale e dell’urina ostacola la proliferazione dei batteri responsabili delle cistiti;
  • Proteina renale di Tamm-Horsfall: impedisce l’adesione batterica alla parete vescicale e intrappola i batteri eventualmente presenti, così da favorirne l’eliminazione con l’emissione delle urine;
  • Immunoglobuline (anticorpi) specifiche sulla parete vescicale: costituiscono una valida barriera alla colonizzazione da parte dei batteri.

Quando si può parlare di cistite recidivante?

Il termine “cistite recidivante” sta ad indicare il verificarsi in maniera ripetitiva (almeno 3 volte in un anno) di episodi di cistite. Nelle donne in premenopausa, le cistiti recidivanti possono esser dovute a:

  • Rapporti e partner sessuali
  • Uso di spemicidi
  • Familiarità
  • Storia di UTI in età pediatrica

Nelle donne in postmenopausa, invece, le cause possono essere:

  • Atrofia vaginale
  • Incontinenza urinaria
  • Prolassi pelvici (es. cistocele)
  • Cateterismi a intermittenza (CIC)

Come curare un’infezione urinaria

Le infezioni urinarie vengono principalmente trattate mediante terapia antibiotica. È molto importante ridurre l’abuso ed il cattivo uso degli antibiotici (l’abuso della terapia antibiotica ha infatti incrementato notevolmente l’antibiotico-resistenza), ottimizzando la prevenzione e il trattamento delle infezioni con:

  • Abbondante apporto idrico (circa 1,5-2L al giorno)
  • Regolarizzazione dell’alvo nei casi di stipsi o colite cronica
  • Accurata igiene intima personale, prestando particolare attenzione al Ph urinario e vaginale
  • Svuotare la vescica dopo un rapporto sessuale

In quali casi non è indicata la terapia antibiotica?

La terapia a base di antibiotici è controindicata nei seguenti casi:

  • Gravidanza (si può valutare l’assunzione di una single-dose)
  • Menopausa (è consigliabile in questo caso trattare le condizioni predisponenti come l’ipoestrogenemia)
  • Pazienti anziani (è preferibile trattare i fattori di rischio)

Dott. Giampaolo Delicato
Urologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies