Dottore, il mio bambino è celiaco!

Autore: Dott. Costantino De Giacomo
Pubblicato: | Aggiornato: 06/11/2018
Editor: Top Doctors®

La celiachia è una malattia cronica che non consente di metabolizzare il glutine. Solitamente è il Pediatra a diagnosticarla e a consigliare i genitori sull’alimentazione più corretta. Il Dott. Costantino De Giacomo, Pediatra a Milano, ci spiega quali sono i segnali per riconoscerla e come vanno nutriti i bambini che ne soffrono

 

 

1) Cosa vuol dire essere celiaci?

Essere celiaci vuol dire soffrire di intolleranza al glutine. È la forma probabilmente più importante di reazione avversa gli alimenti che esista, sia in termini numerici (la prevalenza di questa patologia è di circa 1 su 100, 1 su 150 italiani), sia perché è un’intolleranza alimentare che dura per tutta la vita. Una volta diagnosticata, quindi, bisogna mantenere una dieta gluten-free a vita.

Il glutine è il principale componente proteico di alcuni cereali, come grano, frumento, segale e orzo, ma non di altri cereali come il riso, l’avena e il mais, con cui si producono i prodotti gluten-free.

 

2) Come si riconosce la celiachia nel bambino?

La celiachia nel bambino, soprattutto nel bambino sotto i due anni di vita, si riconosce dalla presenza di alcuni sintomi classici, come manifestazioni gastrointestinali (vomito, diarrea di lunga durata con feci grasse e abbondanti), mancata crescita in peso, arresto della crescita staturale, addome globoso (il termine “celiachia” deriva dal greco “coilia”, addome), e soprattutto dal quadro di malassorbimento di alcuni nutrienti consensuale a questa patologia.

 

3) Celiachia ne bambini: la diagnosi precoce è possibile?

La diagnosi precoce non solo è possibile, ma doverosa. Il Pediatra è, in genere, un medico attento, che sa cogliere le prime sfumature di una malattia cronica, come appunto la celiachia, dalla crescita non ottimale del bambino.

Il Pediatra dovrà stare attento alla presenza dei sintomi, ma dovrà anche effettuare un'accurata valutazione auxometrica, cioè della crescita del bambino. Inoltre, dovrà stare attento a quelle situazioni di rischio come la familiarità: essere fratelli, sorelle, figli di un celiaco comporta un 10% di probabilità di essere celiaci. Anche appartenere a famiglie che soffrono di malattie autoimmuni, tiroidite, diabete mellito, deficit di Iga, Sindrome di Sjögren, a maggior ragione se il bambino ne soffre in prima persona, rappresenta un rischio per la celiachia.

 

4) La dieta del bambino celiaco

La dieta nel bambino celiaco è il fattore chiave per normalizzare tutto quello che normale non è e per prevenire le complicanze. Il bambino celiaco deve seguire un’alimentazione che sia normale per l'età dal punto di vista quantitativo, calorico, qualitativo e di ripartizione dei nutrienti, ma deve assolutamente evitare l'assunzione dei cereali contenenti glutine.

Questo lo si può ottenere privilegiando gli alimenti che naturalmente non contengono glutine (carne, pesce, latte e derivati, vegetali, frutta e verdura), ma, laddove devono essere ingeriti prodotti a base di farinacei, questi devono essere ottenuti mediante delle farine che siano a base di riso, mais, miglio e tapioca. Questi, infatti, sono cereali privi di glutine.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Costantino De Giacomo
Pediatria

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