DSA: non si vede ma quando c’è cosa succede?

Autore: Dott.ssa Francesca Galloni
Pubblicato: | Aggiornato: 23/04/2019
Editor: Antonietta Rizzotti

Parlare di DSA oggi a 9 anni dall’uscita della legge 170 sembra quasi anacronistico, eppure i nostri figli con DSA non sempre hanno una vita facile. Vediamo assieme come fare per includerli in un sistema scolastico sempre più performante e non sempre inclusivo e formato. Ne parla la Dott.ssa Francesca Galloni, esperta in Psicologia a Roma

 

In Italia si stima che il 3-5% della popolazione in età scolare presenti un DSA, ma sono molti i casi in cui i DSA non sono riconosciuti, con pesanti conseguenze nella carriera scolastica e lavorative, oltre che sul piano emotivo e sociale.

Che cosa significa DSA?

DSA è l’acronimo di Disturbi Specifici dell’Apprendimento e si riferisce a un gruppo di disturbi specifici dell’apprendimento scolastico relativi all’acquisizione e all’uso di abilità di lettura, scrittura e matematica. I DSA sono disturbi evolutivi, per cui le abilità di lettura, scrittura e calcolo tendono a migliorare, anche se il disturbo permane e si evidenzia in modo critico soprattutto nel periodo scolastico.

Differenza tra difficoltà di apprendimento e disturbi dell’apprendimento

Quando parliamo di difficoltà d’apprendimento intendiamo situazioni generiche e non specifiche che ogni studente può incontro nel corso della sua carriera scolastica. Diverse possono essere le cause: scarsa applicazione nello studio, insegnamento inappropriato o svantaggi socio-culturali. Queste difficoltà sono modificabili.

Al contrario, i disturbi dell’apprendimento sono dovuti a un deficit neuropsicologico relativo ai meccanismi deputati all’apprendimento. Questi disturbi hanno carattere di cronicità e sono specifici in quanto riguardano un’abilità circoscritta, mentre il funzionamento intellettivo è preservato: questo significa che si rileva una forte discrepanza tra il funzionamento cognitivo che è nella norma e un’abilità specifica (vedi lettura, scrittura o calcolo) che invece risulta essere deficitaria rispetto all’età cronologica e alla classe frequentata dal soggetto.

Comorbilità?

I disturbi specifici d’apprendimento che riguardano le abilità di lettura (dislessia), di scrittura (disortografia e disgrafia) e di calcolo (discalculia) risultano a volte associati: possiamo rilevare la dislessia associata alla disortografia, alla disgrafia, alla discalculia a ad altri disturbi evolutivi, come ad esempio il disturbo da deficit di attenzione-iperattività o disturbi del comportamento.

Quando si giunge alla diagnosi di DSA?

Quando ci accorgiamo che nelle prime fasi dell’apprendimento scolastico (le prime classi della scuola primaria) il nostro bambino fa fatica a decodificare i suoni, la sua lettura è lenta e stentata, tende a restare sillabata ed è caratterizzata da una serie di errori, così come la scrittura è caratterizzata da una grafia quasi illeggibile e da errori di tipo fonologico e non fonologico, allora è arrivato il momento di intervenire per fare chiarezza! È importante quindi l’individuazione precoce del disturbo.

La diagnosi di dislessia e disortografia/disgrafia si fa verso la fine della seconda elementare. Per la diagnosi di discalculia è necessario aspettare la fine della terza elementare.

Dott.ssa Francesca Galloni
Psicologia

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