È possibile guarire dall’Artrite Psoriasica?

Autore: Dott. Giovanni Mazzanti
Pubblicato: | Aggiornato: 13/11/2018
Editor: Giulia Boccoli

Nella cura dell’Artrite Psoriasica è molto importante la diagnosi precoce affinché la malattia non diventi invalidante. Il Dott. Giovanni Mazzanti, esperto in Reumatologia a San Donà di Piave, illustra i sintomi più comuni e i trattamenti ad oggi disponibili

Che cosa si intende per Artrite Psoriasica?

La psoriasi è una comune malattia della pelle (1-2% della popolazione), che in circa il 15% dei casi presenta manifestazioni infiammatorie croniche a carico di articolazioni e/o della porzione dei tendini e legamenti che va ad agganciarsi alle ossa, definita entesi.
L'artrite è cronica (non recede da sola) e può coinvolgere polsi, mani, articolazioni interfalangee distali, ginocchia, caviglie e piedi. Il più delle volte la distribuzione è asimmetrica. Talora è coinvolta solo una o, al più, poche articolazioni. Più raramente c'è un interessamento contemporaneo di molte articolazioni in modo bilaterale e simmetrico, come avviene nell'Artrite Reumatoide

Quali sono i sintomi più comuni?

Spesso sono interessati i tendini (entesite) come il tendine d'Achille o il tendine plantare a livello del calcagno; in questo caso il paziente lamenta dolore persistente al tallone (anche bilaterale). Tipico è l'aspetto del "dito a salsicciotto", cioè il gonfiore doloroso di un intero dito della mano o del piede. A volte il paziente lamenta dolore e rigidità a livello lombare o cervico-dorsale. Questa sintomatologia, diversa da quella causata dall'artrosi, che regredisce con il riposo, è presente anche di notte e al risveglio e caratterizza le forme con coinvolgimento del rachide e delle articolazioni sacro-iliache (Spondilite Psoriasica). La psoriasi spesso coinvolge le unghie (onicopatia).
Le manifestazioni articolari o tendinitiche possono comparire simultaneamente alla psoriasi o successivamente o, più raramente, possono precederla.

Fattori di rischio e incidenza della patologia

L'artrite inizia più spesso tra i 30 e i 50 anni, ma non è eccezionale l'esordio nei bambini o nell'età avanzata.
Una familiarità di primo o secondo grado e/o il riscontro della dermopatia (gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, aree retroauricolari...) o di onicopatia psoriasica consentono spesso di illuminare la diagnosi.

Come si può sapere se si è affetti da artrite psoriasica?

Gli esami bioumorali non sono di grande aiuto dato che a causa della patologia si può notare un aumento di VES e PCR. Il Fattore Reumatoide è di regola negativo e le ricerche genetiche (Antigeni di Istocompatibilità o HLA) non sono necessarie, o al più possono confermare la diagnosi. Nella Spondilite Psoriasica può essere positiva la ricerca dell'antigene HLA B27. Più utili sono invece le indagini radiologiche, come le radiografie standard, le ecografie e la risonanza magnetica, quest'ultima soprattutto nello studio del rachide e delle articolazioni sacro-iliache.
In ogni caso, la diagnosi scaturisce da una attenta visita medica.

Perché è importante una diagnosi precoce?

La malattia va riconosciuta e curata in modo tempestivo perché in tal modo si evitano i danni articolari irreversibili e con essi la perdita di funzione e la conseguente invalidità.
Esistono diversi tipi di terapia in grado di bloccare sia le manifestazioni cutanee che quelle articolari e tendinee. Gli antinfiammatori non steroidei sono utili per alleviare il dolore, ma il trattamento poggia essenzialmente sull'impiego di farmaci cosiddetti "di fondo", siano essi tradizionali sintetici, i primi da adottare e spesso molto efficaci, sia, in caso di risultato insoddisfacente, quelli più recenti, cosiddetti biotecnologici. 
L'obiettivo della terapia, purtroppo, non può essere la guarigione, bensì la remissione, cioè il benessere del Paziente, che deve imparare a prendere confidenza con questi farmaci, somministrati cronicamente, a dosi che variano a seconda del più o meno raggiunto traguardo terapeutico, ovvero la remissione completa.  

Dott. Giovanni Mazzanti
Reumatologia

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