Emorroidi: perché occorre affrontare il problema

Autore: Prof. Vincenzino Filingeri
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Editor: Top Doctors®

Con l’avvicinarsi dei mesi più caldi si avvicina anche il rischio di soffrire di una delle cosiddette “patologie sociali”, ovvero quelle che colpiscono silenziosamente la popolazione e che provoca alcuni disagi nel parlarne: le emorroidi. Si calcola che circa una persona su 3 ne soffre; nonostante ciò c’è ancora molto timore in merito a questo tema, tant’è che anche coloro che vengono colpiti da tale disturbo non la riconoscono o non ne parlano con uno specialista. Il Prof. Vincenzino Filingeri, colonproctologo a Roma e uno dei maggiori esperti in radiochirurgia applicata in proctologia, ha ideato una nuova metodica che sfrutta un bisturi ad onde radio per la cura delle emorroidi

Cosa sono le emorroidi?

Non sono altro che dilatazioni delle vene del canale anale. Si presentano sotto forma di noduli congesti che possono fuoriuscire dall’ano e, in alcuni casi, rimanere all’esterno. Il quadro sintomatologico è caratterizzato da dolore, anche di forte intensità, e, in alcuni casi, sanguinamento.

 

Classificazione delle emorroidi

Generalmente le emorroidi si distinguono in varie tipologie, dalla forma meno grave a quella più patologica:

  • Emorroidi di primo grado: sono esclusivamente interne, causano un lieve fastidio durante la defecazione 
  • Emorroidi di secondo grado: più voluminose, fuoriescono dal bordo anale al momento della defecazione per poi rientrare spontaneamente 
  • Emorroidi di terzo grado: le dimensioni sono maggiori, fuoriescono durante la defecazione e possono essere riposizionate all'interno del canale anale solo con manovre manuali
  • Emorroidi di quarto grado: completo prolasso delle emorroidi che non rientrano in alcun modo nel canale anale ma rimangono sempre fuori.

Nonostante tale classificazione, non vi è una stretta correlazione tra il grado delle emorroidi e la sintomatologia: emorroidi voluminose possono essere asintomatiche, allo stesso modo quelle di piccole dimensioni possono causare, invece, fastidi ben maggiori. Pertanto si fa riferimento alle emorroidi quando ci si riferisce a semplici dilatazioni vascolari asintomatiche, mentre la “malattia emorroidaria” è caratterizzata dalla presenza di manifestazioni cliniche.

 

Emorroidi: attenzione all’estate

In questo periodo dell’anno di significativa calura, durante il quale si suda e si perdono liquidi, la possibilità di contrarre tale patologia è più alta: le alte temperatura, infatti, fanno sì che le vene si dilatino e favoriscono l’insorgenza delle emorroidi. A tal proposito, occorre non sottovalutare la perdita di liquidi che, senza dubbio è uno dei fattori scatenanti della patologia emorroidaria poiché concausa della stipsi. Quest’ultima può essere prevenuta seguendo una dieta ricca di fibre e bevendo molta acqua. Inoltre, occorre evitare l’uso/abuso di purganti o supposte di glicerina, mentre nel caso della diarrea occorre ricorrere ad alimenti e farmaci costipanti per contrastare l’irritazione della mucosa. Anche l’igiene svolge un ruolo importante: è sufficiente utilizzare saponi emollienti e disinfettanti, con la dovuta moderazione poiché anche l’eccessiva igiene mediante saponi non neutri può essere controproducente per la sintomatologia. Contrariamente a quanto si pensa, inoltre, è sconsigliata l’applicazione del ghiaccio se non in presenza di importanti sanguinamenti, poiché può portare allo spasmo degli sfinteri e il conseguente aggravamento del quadro clinico.

 

Prevenzione delle emorroidi

È importante trattare la malattia quando è allo stadio iniziale. Alla comparsa dei sintomi vengono applicate pomate, gel o creme allo scopo di rallentare l’evoluzione delle emorroidi, per le quali occorre non utilizzarle per un lungo periodo di tempo poiché contengono corticosteroidi. Generalmente vengono prescritti farmaci antinfiammatori e flebotonici che servono ad alleviare il dolore e prevenire i fenomeni trombotici ed emorragici.

 

Trattamento ambulatoriale delle emorroidi

Le emorroidi vengono trattate anche per via ambulatoriale, seppur ci si riferisce a quelle in stato iniziale. La sclerosi e la legatura classica sono due tecniche che consentono di risolvere il problema delle emorroidi interne: nel primo caso vengono realizzate delle iniezioni sclerosanti senza ricorrere all’anestesia in modo da obliterare la vena che porta fastidi; la legatura elastica, invece, prevede l’inserimento di un anello di gomma alla base del nodulo emorroidario al fine di creare la necrosi del tessuto e, di conseguenza, la guarigione nel giro di circa due settimane. 

 

Trattamento chirurgico delle emorroidi

Nei casi più complicati di emorroidi (III e IV grado) le procedure tradizionali e conservative non portano a benefici significativi, per questo motivo occorre affidarsi alle mani di un chirurgo. Se un tempo il dolore post-operatorio era motivo di paura e timori, che portavano il paziente a rimediare localmente senza rivolgersi ad un chirurgo, oggi la tecnologia e le nuove tecniche chirurgiche consentono di realizzare un intervento meno invasivo, pressoché indolore e che prevede solo un giorno di degenza: ciò avviene grazie all’utilizzo del radiobisturi, che agisce localmente senza danneggiare il tessuto circostante. In questo caso l’elasticità dell’ano e la sua funzionalità non vengono compromessi. La non recidività e il buon risultato dell’operazione dipendono anche dall’esperienza del chirurgo proctologo.

 

Editor: Valerio Bellio

Prof. Vincenzino Filingeri
Colonproctologia

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