Endoscopia: in cosa consistono la gastroscopia e la colonscopia?

Autore: Dott. Matteo Franceschi
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Matteo Franceschi, esperto in Chirurgia Generale a Pisa, ci spiega in cosa consistono la gastroscopia e la colonscopia

Endoscopia: di cosa si tratta?

L’endoscopia è una metodica diagnostica eseguita ambulatorialmente utilizzata routinariamente per lo studio del tratto digestivo di una persona. È una procedura molto eseguita che utilizza un tubo flessibile delle dimensioni di un dito con una luce ed una telecamera collegate ad esso. Usando l’endoscopio il medico può visualizzare immagini del tuo tratto digestivo su uno schermo ad alta definizione. Gli esami possono essere eseguiti in sedazione o in narcosi con la presenza di un medico anestesista.

In cosa consiste la gastroscopia?

Durante la Gastroscopia (o esofagogastroduodenoscopia o EGDS) lo strumento viene introdotto attraverso la bocca o il naso per lo studio dell’esofago, dello stomaco e del duodeno. La gastroscopia viene consigliata dal tuo medico per aiutarlo a capire cosa ti causa sintomi come la nausea, il vomito, il dolore, la difficoltà ad inghiottire o un sanguinamento digestivo.

È un esame sicuro ed il rischio di complicanze (sanguinamenti, infezioni o lacerazioni gastrointestinali) è estremante basso e può essere ancora ridotto seguendo scrupolosamente le indicazioni di preparazione indicate dal medico: bisogna smettere di mangiare e bere almeno 8 ore prima dell’esame e si devono sospendere alcuni farmaci (come i farmaci che riducono la coagulazione). L’esame dura pochi minuti e non è doloroso. È un esame molto importante che consente una diagnosi accurata e, in caso di necessità, può rimuovere polipi o eseguire prelievi di tessuto per diagnosi istologica.

E la colonscopia?

Durante la Colonscopia lo strumento, attraverso l’ano, viene guidato delicatamente lungo il retto ed il colon consentendo di vederne direttamente lo strato interno (o mucosa).  

Il medico la prescrive per investigare sintomi come il sanguinamento rettale, la diarrea o altri problemi intestinali. È un esame fondamentale per lo screening dei tumori del colon-retto e dovrebbe essere eseguito dopo i 50 anni come prevenzione oppure in caso di storia di familiari che hanno già avuto un tumore al colo-retto. Può essere indicato anche per rimuovere polipi o per controllare che non se ne formino di nuovi. Prima della colonscopia vengono fornite informazioni dettagliate per assicurare una pulizia ottimale del colon: questo è molto importante perché permette di vedere bene eventuali malattie della mucosa che potrebbero rimanere nascoste dietro residui fecali.

In mani esperte è un esame sicuro. In rari casi si possono avere complicanze come un sanguinamento dal punto dove è stato rimosso del tessuto (per biopsia o per polipectomia) o una lacerazione della parete del colon (perforazione).

L’esame dura circa 30 minuti; la durata può variare in caso di procedure operative o di colon particolarmente lunghi.

Dott. Matteo Franceschi
Chirurgia generale

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Questo sito Web utilizza cookie propri e di terzi per raccogliere informazioni al fine di migliorare i nostri servizi, per mostrarle pubblicità relative alle sue preferenze, nonché per analizzare le sue abitudini di navigazione..