Epatocarcinoma: il tumore maligno del fegato

Autore: Dott. Vittorio Albino
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Sapevi che esistono diverse terapie per curare un tumore maligno del fegato? Ce ne parla il nostro esperto in Chirurgia Generale a Napoli, il Dott. Vittorio Albino

Che cosa s’intende per epatocarcinoma?

L’epatocarcinoma, conosciuto anche con il nome di carcinoma epatocellulare, è una neoplasia maligna che colpisce il fegato. Lo sviluppo dell’HCC (dall’inglese “HepatoCellular Carcinoma”) è favorito da virus dell’epatite B e C, in particolare se questi hanno contribuito all’insorgenza di cirrosi.

Riconoscere un epatocarcinoma: a cosa devo prestare attenzione?

uomo che si tocca busto all'altezza del fegatoSe le dimensioni del tumore sono ridotte, è possibile che la malattia non presenti sintomi: per questo motivo è importante che i pazienti a rischio si sottopongano almeno una volta all’anno a dei controlli periodici eseguendo un’ecografia addominale a scopo preventivo.

Nelle neoplasie di grandi dimensioni, invece, è possibile che il paziente lamenti dolore al fianco destro e alla schiena, sensazione di tensione a livello addominale e disturbi digestivi. Se il tumore raggiunge lo stadio avanzato si potranno riscontrare i sintomi di un’insufficienza epatica, quali:

  • Ittero
  • Ascite
  • Disturbi della coagulazione
  • Ipertensione portale

Come si manifesta un epatocarcinoma?

L’epatocarcinoma può essere:

  • Singolo, con un solo nodulo situato in qualunque area dell’organo;
  • Multiplo, con due o più noduli;
  • Massivo, con numerosi noduli presenti in tutto il fegato.

La diagnosi si formula a seguito di analisi radiologiche (ecografia, tac, angiografia, risonanza magnetica). L’unico esame del sangue che può identificare la presenza di un epatocarcinoma è l’alfa-feto-proteina, che è indicativa solamente nel 50% dei casi.

Come si cura?

La terapia varia in base alla presenza o meno di epatite cronica o cirrosi. Nei pazienti con il fegato sano, nonostante il tumore si sviluppi raramente, bisogna prendere in considerazione la resezione epatica, associata (se necessario) a tecniche innovative che possono essere eseguite prima della chirurgia, come l’embolizzazione portale che aumenta le possibilità di eseguire l’intervento.

In presenza di malattie croniche o cirrosi, invece, la terapia varia a seconda dell’entità del danno funzionale a carico dell’organo provocato da queste patologie. I possibili trattamenti sono:

  • ragazza seduta con una maglietta cortaResezione epatica: i vantaggi dell’intervento risiedono nell’asportazione totale della neoplasia e del tessuto ad essa circostante, mentre gli svantaggi sono rappresentati dalla possibilità di sviluppare una forma di insufficienza epatica e dalla possibilità di recidive;
  • Radiofrequenza o rimozione con alcolizzazione: alternativa alla chirurgia, è una scelta indicata nel caso di pazienti che non vogliono o non possono sottoporsi ad un intervento. Ha come svantaggio il fatto di non poter garantire con certezza la distruzione del tumore, il quale potrà formare nuovi noduli in futuro;
  • Trapianto di fegato: rappresenta la terapia più efficace, in quanto consente di rimuovere l’intero fegato malato. Purtroppo, la carenza di donatori non consente di eseguire con frequenza questa operazione;
  • Chemioembolizzazione: questa opzione viene presa in considerazione nel caso di pazienti che possono sottoporsi a nessuna delle precedenti terapie.

Dott. Vittorio Albino
Chirurgia generale

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