Ernia del disco: qual è l’origine del dolore?

Autore: Dott. Marco La Grua
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Terapia del Dolore a Pistoia, il Dott. Marco La Grua, ci spiega che cosa s’intende per ernia del disco, da cosa ha origine il dolore e come comportarsi se questo non sparisce

Come si forma un’ernia?

Il disco intervertebrale è una sorta di ammortizzatore situato tra due vertebre della colonna, formato da una parte esterna a forma di anello fibroso (anulus) ed una interna costituita dal 90% di acqua (nucleo polposo). Il nucleo polposo si occupa di distribuire a tutto il disco le forze che lo sollecitano ma, se tali stimoli sono troppo forti o se il disco è degenerato, l’anello fibroso si può deformare (protrusione) o rompere facendo fuoriuscire il nucleo polposo (ernia espulsa).

Come si classificano le alterazioni di un disco vertebrale?

L’ernia viene definita in molteplici modi: protrusione, ernia espulsa, ernia contenuta, ernia migrata, ernia frammentata, bulging, ernia estrusa, ernia sottolegamentosa, ernia translegamentosa. Questo crea non poca confusione nei pazienti e perciò bisogna fare chiarezza:

  • donna con dolore alla schienaProtrusione vs Ernia: nella protrusione, nonostante la sporgenza del disco, le fibre dell’anulus (la parte esterna) sono integre; mentre nell’ernia l’anulus è danneggiato, quasi completamente nel caso di ernia contenuta e nella sua totalità nell’ernia espulsa;
  • L’ernia espulsa può essere a sua volta suddivisa in ernia espulsa sottolegamentosa ed ernia espulsa translegamentosa: nel primo caso, non si riscontra la rottura del legamento longitudinale posteriore, mentre nella forma translegamentosa si. Inoltre, a seconda della sua localizzazione, l’ernia translegamentosa e sottolegamentosa può essere definita “migrata” nel caso in cui questa si sia allontanata dal disco che l’ha prodotta.

Ernia del disco: dove può manifestarsi?

Può manifestarsi a carico di qualsiasi tratto della colonna, ma in genere colpisce principalmente la zona lombare e, in secondo luogo, quella cervicale. Meno frequentemente si manifesta un’ernia dorsale.

A livello lombare, gli spazi tra le vertebre L4-L5 e L5-S1 (L = lombare; S = sacrale) sono quelli più colpiti da ernie (circa il 95% dei casi).

Da cosa deriva il dolore di un’ernia del disco?

L'ernia del disco può causare dolore a livello lombare (lombalgia o il cosiddetto “colpo della strega”) e dolori radicolari (sciatalgia o cruralgia se interessa gli arti inferiori; brachialgia se colpisce quelli superiori).

donna con dolore alla schienaI dolori radicolari sono così definiti in quanto derivano dalla stimolazione delle radici nervose che fuoriescono dalla colonna. L’ernia comprime queste radici dando origine al dolore spesso lamentato dai pazienti e, nei casi più gravi, questa compressione può provocare alterazioni della sensibilità o una riduzione della forza nelle parti del corpo da cui i provengono i nervi della radice compressa.

Il dolore può inoltre essere causato dall'irritazione di altre strutture nervose da parte dell'ernia o dalla compressione di vasi che, a loro volta, comprimono le strutture nervose.

Tuttavia recenti studi stanno valutando la possibilità che il dolore possa essere scatenato non solo dalla compressione dell'ernia sul nervo, ma anche dalla produzione, da parte dell'ernia stessa, di sostanze chimiche irritanti in grado di infiammare la radice nervosa.

La presenza di un dolore radicolare o di un "colpo della strega" costituisce un campanello d'allarme, così come l’aumento del dolore durante colpi di tosse o starnuti.

Cosa fare se i sintomi non scompaiono?

Se i sintomi non dovessero regredire in pochi giorni con riposo e l’ausilio di antinfiammatori, si consiglia di richiedere una visita con uno specialista. In caso di diagnosi di ernia del disco, non bisogna spaventarsi! Fino a qualche anno fa, parlare di ernia del disco significava intervento chirurgico, ma oggi si tende a ricorrere a terapie conservative e, nei casi con dolore più intenso e non controllato con la terapia farmacologica e la fisiochinesiterapia, con tecniche quali l’ossigeno-ozonoterapia o le epidurali, riservando l’intervento come ultima possibilità.

Esistono inoltre delle procedure percutanee che consentono di rimuovere parte del disco erniato senza dover ricorrere alla chirurgia.

È infine importante seguire, non appena il dolore inizia a ridursi, un iter riabilitativo al fine di rendere stabile la guarigione e favorire il recupero delle attività quotidiane.

Dott. Marco La Grua
Terapia del dolore

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