Ernia e alimentazione: che tipo di relazione hanno?

Autore: Dott. Tommaso Lubrano
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

In Italia è sempre più alta l’incidenza dei casi di ernia inguinale legata a fattori nutrizionali e alla salute della parete addominale. Il Dott. Tommaso Lubrano, esperto in Chirurgia Generale a Torino, ci aiuta a capire meglio

Qual è l’incidenza degli interventi per ernia inguinale?

Ogni anno in Italia vengono eseguiti circa 100mila interventi di chirurgia per ernia inguinale, ovvero la seconda tipologia di interventoalimentazione sana maggiormente effettuata dopo la chirurgia della cataratta. Recenti studi hanno individuato una stretta relazione tra l’insorgenza dell’ernia e la salute della parete addominale che dipende dai fattori nutrizionali e da una corretta alimentazione.

Mentre è noto che la familiarità è uno dei principali fattori di rischio della comparsa di un’ernia inguinale, solo adesso è possibile confermare che anche un’alterazione del metabolismo del collageno possa essere causa della presenza di anomalie delle fibre connettivali a livello della fascia trasversale, che a sua volta sono causa di indebolimento strutturale e della formazione di un difetto erniario in un’ultima analisi.

L’esperienza e la totale conoscenza dello sviluppo biologico di questa condizione ci permette di annoverarla tra le patologie sistemiche come manifestazione locale.

Uno degli elementi da sempre indicati come determinanti è dato dal fattore meccanico generato dalla continua spinta addominale, causata da broncopatia cronica, sforzi, stipsi, ma in realtà è soltanto una causa secondaria nello sviluppo e fuoriuscita dell’ernia.

Ma qual è il rapporto tra cattiva alimentazione e presenza di collageno anomalo nell’organismo?

Alla base della presenza di collageno alterato sussistono una serie di fattori che stimolano l’espressione genetica di alcune cellule come i fibroblasti con riferimento a specifici enzimi del gruppo delle proteasi (metalloproteasi), quindi ad azione proteolitica. Questi enzimi hanno la capacità di degradare la matrice extracellulare rappresentata dal collageno e quindi del tessuto connettivo.

Stimoli esterni o interni e fattori di rischio come le infezioni, il tabagismo, l’ischemia, gli ormoni steroidei ed errori dietetici possono favorire questo processo di variazione del collageno, condizione evidente nel caso di un’ernia inguinale diretta.

Fino ad oggi, viene data poca considerazione alla cattiva alimentazione e al processo a catena che genera. La scarsa qualità del cibo, l'alterato apporto calorico e i deficit nutrizionali sono significativi nell’insorgenza di un’ernia della parete addominale.

Un esempio negativo è dato dall’assunzione di alimenti troppo raffinati, costituiti da farine bianche carenti di vitamine, sali minerali, poveri di fibre e ricche di zuccheri.

Quindi, per un corretto equilibrio nell'assunzione di carboidrati semplici e complessi nella dieta sarebbe quindi da preferire la farina integrale e un notevole apporto di vitamine (principalmente quelle appartenenti al gruppo B, contenute nel latte, nelle uova, nel pesce, nella carne così come il retinolo, presente nella verdura e nella frutta giallo-arancio, che verrà trasformato nel fegato in vitamina A) al fine di rinforzare la parete addominale.

Di fondamentale importanza è anche l’apporto di vitamina C (pomodoro, verdure, agrumi, cavoli, broccoli, spinaci, uva) e di vitamina E ricca di proprietà antiinvecchiamento e antiossidanti. Queste vitamine sono utili nella sintesi del collageno ed hanno la funzione di preservare l’integrità anatomica della parete addominale.

Infine, è da non sottovalutare l’assunzione dei seguenti alimenti al fine di ottenere una parete addominale forte ed elastica:

  • Potassio e magnesio (frutta e vegetali a foglia verde): aiutano a combattere i radicali liberi;
  • Omega6 (olio di oliva, soia e legumi): essenziali per la sintesi cellulare;
  • Omega3 (pesce): considerati indispensabili per la membrana cellulare;
  • Zinco (carne rossa, pomodoro e uova): contribuisce al controllo del peso corporeo;
  • Amminoacidi come l’arginina (carni bianche e rosse, pesce e cereali): garantiscono flessibilità e resistenza alla parete e sono essenziali per il tono muscolare e per aumentare la massa magra.

Una sana alimentazione (dieta mediterranea) se ben seguita, può ritardare o prevenire l'insorgenza di disturbi causati da questa condizione.

Dott. Tommaso Lubrano
Chirurgia generale

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