Esofagogastroduodenoscopia: come affrontarla serenamente

Autore: Dott. Luca Covotta
Pubblicato: | Aggiornato: 25/10/2018
Editor: Jennifer Verta

Quando è necessario eseguire una EGDS? Il Dott. Luca Covotta, esperto in Chirurgia Generale ad Avellino, ci presenta tutte le patologie per cui è utile intervenire con una Esofagogastroduodenoscopia.

Che cos’è l’Esofagogastroduodenoscopia (EGDS)?

L’Esofagogastroduodenoscopia, più semplicemente nota come EGDS è un’indagine clinica diagnostica utilizzata per esplorare ed individuare lesioni o alterazioni dell’apparato dirigente, in particolare esofago, stomaco e duodeno.

Quando è necessario eseguire una EGDS?

La gastroscopia diagnostica dell’EGDS viene eseguita in casi di:

  • Disturbi all’area addominale persistenti nonostante si sia seguita una terapia apposita.
  • Fastidio o dolore durante la deglutizione.
  • Vomito dalla causa non chiara.
  • Reflusso recidivo nonostante la terapia medica.
  • Poliposi, con rimozione degli stessi durante l’indagine.
  • Malattie sistemiche, per valutare se sia opportuno apportare modifiche alla terapia.
  • Emorragia frequente al tratto gastrico.
  • Sospetta celiachia, ossia per eseguire una biopsia al duodeno che la confermerà o meno.
  • Anemia severa, in seguito a colonscopia negativa.
  • Varici in soggetti cirrotici.
  • Come indagine di controllo in presenza della patologia dell’esofago di Barrett o sospette lesioni potenzialmente cancerogene.
  • Sospetta presenza del Batterio Helicobacter Pylori, causa più frequente dei disturbi gastrici.
  • Lesioni individuate radiograficamente che necessitano conferma tramite biopsia.

Come avviene la preparazione all’esame?

I pazienti a cui è stata prescritta una EGDS devono presentarsi all’esame a stomaco vuoto da almeno 6 ore. È fondamentale, inoltre, comunicare allo specialista se esistono allergie a particolari componenti. Una settimana prima del test è inoltre necessario bloccare l’assunzione di inibitori di pompa protonica utilizzati per contrastare l’acidità dei succhi gastrici. Lo specialista prescriverà inoltre ulteriori indagini per controllare lo stato di salute del paziente tra cui: elettrocardiogramma, radiografia, emocromo completo e PTT (tempo di tromboplastina parziale).

Come avviene l’indagine?

L’indagine avviene attraverso il gastroscopio, una sonda flessibile spessa circa 6 mm e lunga 1metro dotata di una telecamera e luce alla sua estremità. Lo strumento è collegato ad un monitori dal quale lo specialista sarà in grado di visualizzare lo stomaco mentre la sonda si muove al suo interno. Per iniziare la procedura, il paziente viene fatto sdraiare sul lettino e viene posizionato sulla bocca uno strumento simile ad un boccaglio per facilitare il corretto inserimento e posizionamento del macchinario. Lo specialista chiederà dunque al paziente di deglutire per permettere la discesa della sonda nell’esofago. Per tollerare meglio il paziente sarà poi guidato nell’eseguire respiri lunghi e profondi concentrandosi su naso e bocca, per facilitare l’intera procedura. Per rendere l’indagine più semplice ed avere una visione migliore si indurrà inoltre con aria una distensione delle pareti viscerali. Nel corso dell’esame complicanze quali perforazioni, sanguinamento o insufficienze respiratorie possono verificarsi, ma solo in casi estremamente rari.

È un esame doloroso?

Benché si tratti di un’indagine invasiva, l’EDGS non è dolorosa, grazie all’impiego di un leggero anestetico spray nel cavo orale ed uno per via endovenosa. La spinta della sonda attraverso la faringe è la parte che più si considera fastidiosa. Solo in casi rarissimi si ricorre all’anestesia completa. In ogni caso è sempre necessario farsi accompagnare a test poiché non sarà possibile guidare al termine dello stesso.

Dott. Luca Covotta
Chirurgia generale

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies