Fascite plantare e terapia ad onde d’urto

Autore: Dott. Carlo Giammattei
Pubblicato:
Editor: Monica Fato

La fascite plantare è una patologia causata da un sovraccarico funzionale, comune fra gli atleti. Il Dott. Carlo Giammattei, Specialista in Medicina dello Sport, ci spiega perché la terapia ad onde d’urto è la terapia d’elezione

Cos’è la fascia plantare?

La fascia plantare è una banda composta da tessuto fibroso che si trova all’interno del piede.
Svolge due funzioni di tipo biomeccanico, ovverosia il carico statico e la deambulazione.
La fascia plantare è atta principalmente a distribuire le pressioni plantari e ad agire come fascia di protezione delle strutture profonde dell’avampiede.

Cos’è la fascite plantare?

La fascite plantare è una patologia causata da un sovraccarico funzionale, diffusa fra gli atleti, in particolare:

  • Corridori
  • Ginnasti
  • Tennisti
  • Pallavolisti
  • Giocatori di pallacanestro
  • Calciatori

Oltre agli sportivi, si è visto che colpisce di più le persone in sovrappeso.

Quali sono le cause?

Fra le cause della fascite plantare vi sono: terreni di allenamento irregolari, superfici dure (ad esempio, l’asfalto), calzari usurati o non adatti al tipo di sport. Inoltre, ci sono anche dei fattori di rischio come l’ipertrofia dei muscoli intrinseci del piede o il tendine d’Achille.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale è il dolore della pianta del piede. Il livello di dolore può diminuire in fase di riposo.

Quando intervenire con il trattamento ad onde d’urto?

Il metodo con onde d’urto è un trattamento terapeutico alternativo di tipo non invasivo, per cui non sono previsti effetti collaterali. Questo metodo permette di evitare la chirurgia nei soggetti con fascite plantare cronica sia associata a spina calcaneare che non. Sulla base degli studi condotti, la terapia con onde d’urto è il trattamento di elezione, da considerarsi prima di qualsivoglia trattamento chirurgico. Oltretutto, il trattamento ad onde d’urto è da prediligere rispetto alle infiltrazioni di cortisone, poiché quest’ultime hanno un elevato rischio di rottura della fascia plantare e di recidiva della problematica.

Dott. Carlo Giammattei
Medicina dello sport

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