Fibroscan: come misurare la fibrosi epatica in modo non invasivo

Autore: Dott. Paolo Tundo
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Malattie Infettive a Lecce, il Dott. Paolo Tundo, ci parla del fibroscan uno strumento non invasivo in grado di misurare la steatosi e la fibrosi epatica

Fibroscan: come funziona?

ragazzaIl Fibroscan è uno strumento in grado di misurare la fibrosi e la steatosi epatica attraverso una tecnica di elastografia ad impulso. Esso è composto da una particolare sonda ecografica, dotata di un vibratore a bassa frequenza in grado di generare un’onda elasticam e da un trasduttore a singolo elemento utilizzato come ricevente di ultrasuoni. In pratica, durante la procedura, la sonda viene posizionata sul torace del paziente all’altezza del fegato e, grazie a delle onde d’urto a bassa frequenza e piccola ampiezza, è possibile registrare la velocità con cui queste onde si propagano nel fegato. In questo modo è così possibile stabilire l’elasticità e la durezza dell’organo, la cosiddetta “stiffness”, in pratica il suo grado di fibrosi. Ma il Fibroscan registra anche la CAP (Controlled Attenuation Parameter), un parametro che stima la steatosi epatica, il contenuto grasso del fegato.

Quali sono i vantaggi del fibroscan?

È un esame è facile da eseguire, indolore, non invasivo, che necessita solitamente di pochi minuti per effettuare le 10 misurazioni previste. I risultati forniti sono altamente riproducibili e la procedura può essere ripetuta nel tempo, così da valutare l’evoluzione della patologia nel corso degli anni. Altro vantaggio è la disponibilità immediata dell’esito dell’esame, in maniera tale da poter informare il paziente in tempo reale.

Ed ancora, le dimensioni del tessuto epatico che si possono analizzare con il Fibroscan sono circa 100 volte maggiori rispetto a quelle di un campione ricavato dalla biopsia. Inoltre, con questa metodica è possibile evidenziare eventuali discrepanze tra i diversi lobi del fegato durante la stessa seduta, posizionando la sonda su distinti spazi intercostali. Il sistema è stato creato in modo tale da ridurre le possibilità di errore, rifiutando le stime nel caso in cui la misurazione non venga eseguita in modo appropriato (elimina infatti le alterazioni dei valori causati dalla presenza di lesioni focali o strutture vascolari); inoltre fornisce allo specialista due dati estremamente importanti per confermare la corretta esecuzione della procedura: Il success rate (cioè il numero di valutazioni utili, che si considera affidabile, se uguale o superiore al 60%) e la IQR (vale a dire la variabilità delle misurazioni effettuate, che non essere superiore al 30% rispetto al valore della stiffness).

Grazie all’elastometria epatica e alla sua accuratezza (in particolare per gli stadi più avanzati), è possibile eseguire una diagnosi di cirrosi epatica prossima al 100%, nonché valutare il grado di fibrosi, il tutto senza dover ricorrere all’epatobiopsia. Questa tecnica innovativa è estremamente utile per la diagnosi precoce ed il monitoraggio dei pazienti fibrotici o cirrotici e permette anche di sospettare la presenza di ipertensione portale.

Esistono degli svantaggi?

Piuttosto che svantaggi, il Fibroscan ha delle limitazioni:

  • Non può essere eseguito in presenza di ascite, in pazienti obesi o con spazi intercostali ristretti;
  • I valori di stiffness possono essere alterati dal cibo (è infatti necessario mantenere il digiuno per almeno 3 ore prima dell’esame) o dalla presenza determinate condizioni quali colestasi extraepatica, scompenso cardiaco ed ipertransaminasemia.

ragazzaPerché è importante valutare il danno fibrotico?

Le malattie del fegato, non solo quelle ad eziologia virale ma soprattutto le forme a genesi metabolica o esotossica, sono oggi molto frequenti, essenzialmente come conseguenza di stili di vita scorretti, ma nella quasi totalità dei casi sono del tutto asintomatiche. Ciò comporta che esse vengano rilevate in maniera casuale, in occasione di indagini eseguite per altri motivi oppure quando la malattia epatica è ormai in fase avanzata. Una periodica valutazione della funzionalità epatica dovrebbe quindi rientrare in tutti gli screening di base e, in questo ambito, l’elastometria epatica con Fibroscan può giocare un ruolo fondamentale, ovviamente insieme ad altre specifiche indagini.

Dott. Paolo Tundo
Malattie infettive

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