Fistola sacrococcigea: niente paura, l’intervento è una passeggiata!
La fistola sacrococcigea è una patologia molto comune tra i giovanissimi (si presenta principalmente nei soggetti di età inferiori ai 25 anni). Il Dott. Paolo piovanello, esperto in Chirurgia Generale a Latina, ci spiega come si genera e come trattarla in questo articolo
Che cos’è la fistola sacrococcigea?
Si tratta di una patologia benigna, che affligge soprattutto i giovani. La fistola sacrococcigea consiste nella presenza di una apertura a livello dell’osso sacro, tra le due natiche, da cui fuoriesce secrezione sierosa. A volte può presentare un po' di sangue che, si pensa, sia dovuto ad un
a migrazione di tessuto pilifero nel sottocute che porta una infezione cronica.
Sintomi
Spesso la fistola si manifesta come un piccolo bozzo dolente a livello del sacro. Può presentarsi con secrezioni che, spesso, possono macchiare le lenzuola del letto. A volte la fistola può infettarsi ed arrivare fino a creare un ascesso. In tal caso si richiede un trattamento urgente.
In cosa consiste il trattamento mininvasivo?
Il trattamento mininvasivo consiste nel praticare una o più incisioni cutanee, di 3-4 mm di diametro, attraverso le quali può essere evacuato il materiale infetto e gli eventuali peli presenti nel sottocutaneo.
Come sarà il recupero post-operatorio?
Con questo tipo di intervento il recupero postoperatorio è pressoché immediato, ed il paziente può immediatamente riprendere le sue normali attività quotidiane. Le incisioni si chiuderanno in circa 10-14 giorni.
Esistono possibili rischi e complicanze dell’intervento?
L’intervento può complicarsi per la presenza di una emorragia, che comunque non si presenta mai pericolosa ed è facilmente controllabile. In circa il 10% dei casi può esserci una recidiva, cioè la ricomparsa di una nuova fistola, che può nuovamente essere trattata con metodo mininvasivo.


