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Gambe gonfie: attenzione al “fai da te”!

Con l’arrivo della primavera e dell’estate, molte persone iniziano ad avvertire gambe pesanti, gonfie e stanche, soprattutto a fine giornata. Spesso questi sintomi vengono attribuiti semplicemente al caldo e affrontati autonomamente con integratori, drenanti o prodotti “per la circolazione”. Ma il gonfiore alle gambe non ha sempre la stessa origine.

Ed è proprio qui che il “fai da te” può diventare un errore

Il caldo può davvero far gonfiare le gambe?

Sì. Anche in assenza di una vera patologia, le alte temperature favoriscono la vasodilatazione, cioè l’aumento del calibro dei vasi sanguigni. Questo fenomeno rallenta il ritorno venoso e facilita il ristagno di liquidi nei tessuti. Per questo motivo, durante i mesi caldi possono comparire:

  • gonfiore alle caviglie;
  • senso di pesantezza;
  • tensione alle gambe;
  • stanchezza soprattutto la sera.


In molte persone si tratta di un disturbo lieve e transitorio, che migliora con il riposo, il movimento o durante la notte.

Quando il gonfiore può indicare un problema venoso

In altri casi, però, il caldo non è la causa principale, ma soltanto il fattore che rende più evidente una fragilità circolatoria già presente.

La malattia venosa cronica è una condizione molto frequente, caratterizzata da un alterato ritorno del sangue verso il cuore. I sintomi tendono spesso ad accentuarsi proprio in primavera ed estate. Oltre al gonfiore possono comparire:

  • vene varicose;
  • capillari evidenti;
  • pesantezza persistente;
  • bruciore o prurito;
  • arrossamento cutaneo;
  • crampi notturni;
  • dolore;
  • alterazioni della pelle.


La malattia venosa cronica non rappresenta soltanto un problema estetico: è una patologia progressiva che può evolvere nel tempo se non correttamente trattata.

Non tutte le gambe gonfie dipendono da una malattia venosa

È importante ricordare che l’edema degli arti inferiori può avere molte cause diverse. Il gonfiore può essere associato anche a:

  • patologie cardiache;
  • malattie renali;
  • disturbi epatici;
  • alterazioni del sistema linfatico;
  • infiammazioni;
  • problemi articolari;
  • effetti collaterali di alcuni farmaci;
  • alterazioni endocrine o metaboliche.


Per questo motivo non è corretto attribuire automaticamente ogni gonfiore a una “cattiva circolazione”.

Integratori e drenanti: perché il “fai da te” è sconsigliato

Negli ultimi anni è aumentato molto il consumo di integratori per la circolazione, prodotti drenanti e flebotonici acquistati senza una reale valutazione clinica. Spesso il paziente sceglie autonomamente il prodotto, basandosi su pubblicità, consigli ricevuti o informazioni trovate online. Tuttavia, assumere indiscriminatamente integratori senza conoscere la causa del gonfiore rischia di essere inutile o, peggio, ritardare una diagnosi corretta. Non tutti i gonfiori richiedono lo stesso trattamento.


L’approccio terapeutico, quindi, dipende dall’individuazione dell’origine dell’edema: venosa, linfatica, cardiaca o metabolica. Inoltre, molti integratori contengono sostanze attive che non sono prive di effetti biologici e che possono interferire con terapie già in corso.

Alcuni prodotti, ad esempio, possono modificare l’effetto di farmaci anticoagulanti, antiaggreganti, antipertensivi o diuretici, oppure risultare poco indicati in presenza di particolari patologie.

Anche i prodotti di libera vendita, quindi, non dovrebbero essere considerati automaticamente innocui o adatti a tutti. La scelta di eventuali terapie o supporti deve sempre basarsi su una valutazione clinica del paziente e su una diagnosi corretta. Per questo motivo, soprattutto quando il gonfiore è persistente o ricorrente, è consigliabile evitare il “fai da te” e affidarsi a una valutazione specialistica.

Quando è opportuno rivolgersi allo specialista

Una valutazione specialistica è consigliabile soprattutto quando:

  • il gonfiore è frequente o persistente;
  • una gamba è più gonfia dell’altra;
  • compaiono dolore o alterazioni cutanee;
  • sono presenti vene varicose;
  • i sintomi peggiorano nel tempo;
  • vi è familiarità per malattie venose o trombosi.


La visita flebologica con ecocolordoppler consente di valutare correttamente la circolazione e distinguere le diverse possibili cause dell’edema.

Prendersi cura delle gambe significa partire dalla diagnosi

Le gambe gonfie non devono creare allarmismi, ma nemmeno essere banalizzate. Affidarsi al “fai da te” o scegliere prodotti senza una valutazione medica può portare a trattamenti inappropriati e ritardare l’identificazione del problema reale.

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