Ginecomastia: la tecnica Vaser è la soluzione!

Autore: Prof. Alberto Di Giuseppe
Pubblicato: | Aggiornato: 20/07/2018
Editor: Top Doctors®

Il Prof. Alberto Di Giuseppe, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale e Chirurgia Plastica a Milano, ci spiega come viene utilizzata la tecnica Vaser per risolvere la ginecomastia, un disturbo non solo fisico dalle importanti ricadute psicologiche.

Cos’è la ginecomastia e quali sono le sue cause?

Le cause della ginecomastia, cioè l’aumento della ghiandola mammaria in soggetti maschili, sono ormonali ed ereditarie. Di recente c’è stato un aumento importante di ginecomastia dovuto all’assunzione di ormoni per potenziare le masse muscolari da parte di atleti o di persone che frequentano palestre, per cui in alcuni casi la ginecomastia può essere causata dell’assunzione impropria di queste sostanze “anabolizzanti”. Le cause sono quindi di 3 tipi: quella vera (ghiandolare), quella adiposa (in persone sovrappeso o in giovani in via di sviluppo) e quella mista, la più frequente, con una combinazione di più elementi. Nei casi di ginecomastia in giovani in fase di sviluppo, se quest’ultimo è regolare, la condizione scomparirà in maniera naturale.

Quali terapie esistono per correggere la ginecomastia?

Il trattamento che utilizzo è il Vaser, una liposcultura ad ultrasuoni, in forma di ricostruzione selettiva. La differenza tra la liposuzione tradizionale e la tecnica Vaser è che la prima distrugge indistintamente tutto, tessuto adiposo, vasi, nervi e tessuto connettivo, mentre la tecnica ad ultrasuoni è selettiva ed elimina solo il grasso adiposo senza toccare le altre strutture, risultando quindi meno traumatica. Nella ginecomastia, questa procedura consente di attaccare e sciogliere il tessuto adiposo ed in seguito aspirarlo; tuttavia, servendosi dello stesso macchinario e cambiando la sonda con una più spessa (con una sorta di freccia sulla punta), è possibile anche di tagliare il tessuto ghiandolare, sempre con una piccola incisione nell’area areolare da circa un centimetro e mezzo, senza tagli chirurgici importanti. La tecnica Vaser non nasce specificamente per trattare la ginecomastia, quanto per aumentare la definizione degli addominali, o dell’area del pettorale. L’utilizzo di questa tecnica si basa su un gioco di luci ed ombre per far apparire al meglio i muscoli, evidenziandone la definizione. Agisce assottigliando la pelle dall’interno, lasciando solamente un centimetro di tessuto adiposo. È ideale inoltre per rimuovere il grasso in eccesso dalle cosiddette maniglie dell’amore e dal torace, senza toccare le aree fibrotiche. A differenza delle tecniche del passato, il risultato è inoltre molto naturale e duraturo nel tempo.

Qual è l’età minima per sottoporsi a questa tecnica?

Solo uno specialista può dare una valutazione obiettiva, anche se non ci si dovrebbe sottoporre al trattamento prima dei 18 anni. Inoltre, se si sta assumendo una terapia ormonale è consigliato attendere fino a quando il nostro organismo si sia stabilizzato. Generalmente i soggetti che si presentano per effettuare questo trattamento sono adulti al di sopra dei 25 anni, che hanno provato diete ed provano imbarazzo ad andare in palestra o al mare perché non “piatti”.

Quali sono le principali controindicazioni?

Le controindicazioni riguardano principalmente i casi secondari dove sono presenti alterazioni della pelle e dove anziché togliere, bisogna mettere. Specialmente in un intervento correttivo, cioè quando nella prima operazione è stato rimosso più del necessario, sono richiesti dei lipofilling con innesti di grasso. La seconda controindicazione si presenta laddove la ginecomastia mammaria sia tanto grave da diventare ptosi mammaria, ossia un seno sceso, come si presenta nelle donne. In questi casi si rende necessaria l’asportazione del quadrante superiore dell’aureola di pelle e tessuto, con cicatrice esterna, che a seconda dalla gravità diventa quasi una mastoplastica riduttiva.

Quanto dura l’intervento di ginecomastia?

La procedura dura generalmente un’ora, con anestesia locale a sedazione profonda. Dopo l’intervento si dovrà portare una compressione elastica per circa sei settimane al fine di far aderire i tessuti e far diminuire l’edema ed il gonfiore che si sono creati. Gli specialisti sono inoltre soliti consigliare il linfodrenaggio della regione operata poiché aiuta a ristabilire la circolazione e a diminuire il gonfiore. Non sono necessarie particolari norme di preparazione all’intervento, se non la depilazione dell’area. Dopo l’intervento si potrà ritornare alle proprie attività quotidiane in tempi piuttosto brevi, a volte già a distanza di 1-2 giorni. L’operazione lascia degli ematomi che scompaiono generalmente nel corso di 2-3 settimane e, una volta avvenuta la guarigione completa, delle cicatrici di 1-2 cm spesso ridotte all’area dell’areola.

Esistono dei metodi per prevenire la ginecomastia?

La ginecomastia tradizionale inizia solitamente nel periodo dello sviluppo puberale, tra i 14 ed i 17 anni, ed è dovuto ad un deficit di un ormone. Nello specifico quando gli ormoni femminili e quelli maschili, che dovrebbero essere in equilibrio, sono sbilanciati, il risultato si vede sui caratteri sessuali secondari che sono i capelli e le ghiandole. La prima a mostrare alterazioni è la ghiandola mammaria, che una volta ricevuto l’input continua a crescere per un certo periodo prima di fermarsi.

 

Prof. Alberto Di Giuseppe
Chirurgia plastica e estetica

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