Gli occhi dei bambini

Autore: Dott. Gustavo Brusasco
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Editor: Top Doctors®

I bambini non vedono alla nascita: verità o leggenda? Quando bisogna portare il bambino dall’Oculista per la prima volta? Il Dott. Gustavo Brusasco, esperto in Oculistica a Torino, ci spiega come si sviluppa la vista nei bambini

 

 

1) Come si sviluppa la vista nei bambini?

Alla nascita il sistema visivo è perfettamente funzionante: i bambini sono già capaci di percepire gli stimoli visivi, anche se la loro visione è limitata alla percezione di forme sfumate e luci. I neonati, infatti, sono fortemente ipermetropi e non possiedono una valida coordinazione dei muscoli oculari. Inoltre, non hanno ancora un’efficiente elaborazione corticale delle immagini.

Le vie ottiche maturano durante lo sviluppo embrionale, ma il cervello impara a “vedere” tramite le immagini che gli provengono dai due occhi dopo la nascita. Tali immagini, infatti, vengono elaborate in un’unica immagine tridimensionale a livello corticale cerebrale. Questo processo è fondamentale per un armonico sviluppo funzionale del sistema visivo: se per un difetto di vista una delle due immagini proveniente da uno dei due occhi non è limpida e nitida come quella proveniente dall’altro, il cervello riceve due immagini non più “sovrapponibili” e non è in grado di fonderle in una sola. In questo conflitto il cervello sceglie di eliminare l’immagine meno nitida e che gli giunge più appannata. Questo fenomeno, però, comporta una graduale soppressione funzionale di quell’occhio, che può condurre ad un mancato sviluppo della stereopsi, ossia della capacità di vedere in 3 dimensioni, e a una più o meno grave perdita della visione dell’occhio interessato (occhio pigro o ambliope), per giungere sino allo strabismo.

 

2) Come vede il bambino nei primi mesi di vita?

Durante il primo mese di vita, il bambino non percepisce ancora i colori, vede in tonalità di grigio, ma riesce comunque a mettere a fuoco le immagini a circa 20-30 cm, la distanza necessaria per imparare a riconoscere il volto della mamma quando allatta.

Nel 3-4 mese impara a riconoscere il viso umano ed è, quindi, in grado di rispondere a sorrisi, smorfie e movimenti delle labbra. Questo fenomeno coinvolge le strutture corticali superiori (emisfero destro) e la funzionalità corticale del lobo temporale, e consente al bambino di riconoscere un volto già visto. Questa collaborazione cervello-occhio è fondamentale per il coordinamento dei movimenti oculari: il bambino inizia a seguire le immagini in movimento muovendo la testa e ad avere un certo grado di convergenza se un oggetto gli si avvicina al viso.

Intorno ai 6 mesi, il bambino controlla ormai bene i movimenti oculari di convergenza e d’inseguimento (scompare lo strabismo) e riesce ad avere una visione piuttosto nitida oltre i tre metri: è qui che comincia la fase conoscitiva del mondo che lo circonda.

La capacità di distinguere i colori fondamentali (il rosso, il verde e il blu) compare tra il quarto e il quinto mese, mentre il senso stereoscopico, cioè la capacità di percepire le immagini in tre dimensioni, si sviluppa a partire dal primo anno di età, per raggiungere una piena capacità dopo i 2-4 anni.

La maturazione visiva giunge ad un completo sviluppo intorno ai 2-3 anni di vita, anche se tale periodo di riferimento è soggettivo e alcune capacità di elaborazione superiori possono completarsi più avanti negli anni.

 

3) Le malattie oculari sono eriditarie?

Così come il colore degli occhi, alcuni difetti di vista come la miopia, l’ipermetropia, e l’astigmatismo sono effettivamente ereditari. Questi difetti di refrazione, così come altre alterazioni dello sviluppo oculare, possono comportare disarmonia, ritardo o riduzione dell’acuità visiva. Per questo è importante riconoscerli e trattarli precocemente.

Alcune patologie oculari, come la cataratta congenita o alcune anomalie della parte anteriore e/o posteriore dell’occhio, si verificano nei primi sei mesi di vita, comportando spesso un danno grave ed irreversibile per la vista. Questi danni si presentano dopo i sei mesi e causano una grave riduzione della capacità visiva del bambino. Anche in questi casi, il loro trattamento tempestivo consente generalmente un buon recupero.

 

4) Quando bisogna effettuare la prima visita oculistica?

Alla nascita, una prima visita oculistica viene eseguita su tutti i bambini nati prematuri e su tutti i neonati a rischio di malattie geneticamente trasmesse. Una completa visita oculistica, però, deve essere richiesta dai Pediatri e dai genitori.

Poiché lo sviluppo della funzione visiva avviene tra il secondo ed il terzo anno di età, è consigliabile eseguire proprio in questo periodo una prima visita oculistica ed una valutazione ortottica, cioè un esame che consente di valutare l’equilibrio dei movimenti oculari. A quest’età è già possibile determinare eventuali vizi di refrazione, disturbi dei movimenti degli occhi, della stereopsi e della fusione. Infine, si possono valutare eventuali ambliopie e l’esistenza di uno strabismo, con ottime possibilità di recupero in breve tempo.

La visita oculistica diventa importantissima se i genitori o il Pediatra hanno riscontrato anomalie oculari e nei movimenti degli occhi o se vi sono in famiglia malattie oculari di carattere ereditario (cataratta congenita, glaucoma congenito, miopia, astigmatismo, ipermetropia, etc.). Ovviamente, se sono presenti situazioni simili, diventa logico che la visita debba essere anticipata.

Con l’inizio della Scuola Materna, le maestre possono accorgersi di anomalie del comportamento visivo o di alterazioni della motilità oculare del bambino, cosa che permette di riconoscere eventuali vizi di refrazione non evidenziati fino a quel momento. Gli stessi genitori, però, possono individuare particolari comportamenti che meritano di un controllo oculistico, facendo attenzione ad alcuni segnali dati dal bambino:

  • Una posizione anomala della testa, come una particolare inclinazione o rotazione del capo;
  • Il socchiudere gli occhi per guardare lontano;
  • La chiusura di un occhio quando il bambino fissa un oggetto;
  • Lo stropicciamento frequente degli occhi;
  • L’aumento della frequenza della chiusura della palpebre (ammiccamento);
  • Lacrimazione ed arrossamento.

Per un armonico sviluppo della funzione visiva vi è fondamentale un’adeguata collaborazione cervello-occhio, che si può considerare completa intorno ai 6-7 anni di età. Per questa ragione, è consigliabile effettuare una seconda visita oculistica a quest’età, che coincide con l’inizio della scuola elementare. A 6 anni il sistema visivo è completamente maturato e si possono valutare anche modesti vizi rifrattivi, che potrebbero determinare affaticamenti visivi e lievi ambliopie.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Gustavo Brusasco
Oculistica

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