Gonartrosi e chirurgia protesica del ginocchio

Autore: Prof. Andrea Campi
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Andrea Campi, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, ci parla della gonartrosi spiegandoci quali sono le possibili cause, gli elementi per la diagnosi e le possibilità chirurgiche

 

Cos’è la gonartrosi?

Per “gonartrosi”, ovvero artrosi del ginocchio, s’intende una patologia degenerativa di questa articolazione. Si tratta quindi di un’affezione che insorge progressivamente nel tempo e colpisce nella stragrande maggioranza dei casi (80/90%) pazienti dai 60 anni in su, ma non è infrequente anche in pazienti più giovani o decisamente più giovani.

Quali fattori favoriscono la gonartrosi?

Già l’età può, ovviamente, comportare un’usura delle superfici articolari (e quindi della cartilagine e dell’osso sottostante), ma ci sono anche altre cause, indipendentemente dall’età, che possono determinare o contribuire a determinare la degenerazione. Tra queste:

  • Una storia di infortuni (lesioni legamentose meniscali, trattate o non trattate);
  • Fratture che abbiano danneggiato le superfici dell’articolazione;
  • Obesità;
  • Un’asse del ginocchio patologico (varismo o valgismo);
  • Attività traumatizzanti per l’articolazione (traumi ripetuti, attività pesanti per il ginocchio);
  • Forme reumatiche;
  • Alcune malattie metaboliche e sistemiche.

Gonartrosi primitiva e secondaria: qual è la differenza?

Si parla di forme di artrosi primitiva quando la patologia è senza una causa determinante ben identificabile e di forme di artrosi secondaria quando la degenerazione è attribuibile ad una causa ben determinata (vecchia frattura, pregressi traumi ed interventi, deformità dell’arto, ecc.).

Come si formula la diagnosi?

Per la diagnosi è necessario eseguire un esame radiografico possibilmente sotto carico (in piedi) ed analizzare il quadro clinico:

  • Dolore
  • Gonfiore
  • Scrosci articolari nel flettere ed estendere il ginocchio
  • Riduzione dell’articolarità
  • Rigidità e deformità dell’arto

È sempre necessaria la chirurgia?

L’artrosi, come già detto all’inizio, si instaura gradualmente nel tempo. Nelle fasi iniziali c’è ancora la possibilità di trattarla e di ritardarne l’evoluzione con trattamenti farmacologici per via generale, con terapia infiltrativa (per lo più acido ialuronico), con trattamenti fisioterapici, dimagrimento, cellule mesenchimali, osteotomie (correzione dell’asse patologico) ed altro.

Nelle fasi conclamate, quando i sintomi non sono più controllabili e la qualità della vita è pregiudicata, si deve fare ricordo alla chirurgia protesica utilizzando protesi totali nei casi di un’artrosi che interessi tutto il ginocchio e protesi uni o mono-compartimentali nel caso di un ginocchio che presenti una degenerazione parziale dell’articolazione. Ovviamente la corretta indicazione sul tipo di protesi “giusta” per lo specifico caso in un determinato paziente andrà posta dal chirurgo esperto in questa delicatissima branca della chirurgia protesica: sarà lo specialista a dare tutte le spiegazioni al paziente illustrando i pro e i contro della scelta, la quale deve essere consapevole e condivisa.

Chirurgia protesica del ginocchio: cerca l’eccellenza!

La chirurgia protesica del ginocchio richiede una notevole esperienza del chirurgo. L’impianto della protesi deve ben correggere i vizi di asse, restituire un’articolarità ottimale e bilanciare bene i legamenti del paziente che devono essere conservati. Un impianto corretto è il presupposto indispensabile per una buona riabilitazione e, quindi, per il successo di questa chirurgia in grado di ridare al paziente la funzione e la qualità della vita che è la giusta aspettativa di chi si sottopone all’intervento.

È un intervento che va affrontato serenamente e vissuto non come un problema, ma come una soluzione al problema.

Prof. Andrea Campi
Ortopedia e Traumatologia

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