Gozzo multinodulare: come viene affrontato nel Reparto di Chirurgia di Scorrano?

Autore: Dott. Cosimo Antonio Mastria
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Cosimo Antonio Mastria, esperto in Chirurgia Generale a Lecce e Responsabile della UOC di Chirurgia Generale presso l’Ospedale Veris Delli Ponti di Scorrano, ci spiega che cosa s’intende per gozzo multinodulare e in che modo viene trattato nel suo reparto

Cosa si intende per gozzo multinodulare?

Si intende un aumento di volume della tiroide che può essere di tipo diffuso o nodulare a sua volta di tipo uni nodulare o multinodulare.

Caratteristiche ed incidenza

donna che si tocca il colloOltre alle cause genetiche i soggetti più colpiti sono coloro che hanno una dieta povera di iodio, elemento che si trova nel sale e nella dieta (pesce) e nell’aria ambiente.

Il continuo stimolo del TSH (ormone ipofisario) sulla tiroide, è il tentativo da parte dell’organismo di compensare la funzionalità della tiroide mediante un aumento di volume in modo nodulare o più o meno diffuso con lo scopo di aumentare la captazione tiroidea di iodio.

Quali sono i sintomi

I sintomi sono da attribuire alla deviazione e alla compressione del gozzo sulle strutture adiacenti come la trachea e l’esofago, specialmente nei gozzi intratoracici. Infatti può esistere difficoltà alla deglutizione, tosse, raucedine e, nelle forme maligne di gozzo, anche alterazione della voce. Esistono inoltre nei gozzi iperfunzionanti con sintomi legati all’ipertiroidismo: tachicardia, labilità emotiva, palpitazioni, sudorazioni profuse. A queste manifestazioni di iperfunzione si aggiunge una patologia oculare (esoftalmo) nel morbo di Basedow che è una patologia autoimmune. A queste manifestazioni vanno sempre aggiunti i problemi di ordine estetico per tumefazione evidente nella regione anteriore del collo.

Nei pazienti con gozzo iperfunzionante invece la sintomatologia è legata anche alla iperfunzionalità della tiroide.

Gozzo multinodulare: come viene affrontato nel Reparto di Chirurgia di Scorrano?

Esiste una stretta collaborazione fra la nostra équipe e il gruppo di endocrinologi che operano sul territori. La patologia tiroidea viene seguita in prima istanza dagli endocrinologi dei distretti, viene trattata a seconda delle loro indicazioni con terapia medica fino a quando l’endocrinologo stesso non decida di interpellare il chirurgo per:

  1. medici e chirurghi in repartoSintomatologia da compressione;
  2. Progressione della malattia nonostante terapia medica per aumento di volume;
  3. Agoaspirato positivo per noduli sospetti.

Presso il reparto di Chirurgia Generale e Oncologica dell’Ospedale di Scorrano l’intervento che si esegue è nella maggior parte dei casi di tiroidectomia totale.

Esistono rischi?

I rischi sono legati al mancato rispetto delle paratiroidi, piccole ghiandole che con la secrezione del paratormone sono responsabili dell’equilibrio dello ione Calcio nell’organismo. L’altro problema della tiroidectomia è il rispetto dei nervi ricorrenti, responsabili della innervazione delle corde vocali. La loro lesione o la necessità di sezione determinano problemi di alterazione della voce e in casi di bilateralità anche di problemi respiratori. Nella nostra casistica non abbiamo avuto per fortuna casi di lesione dei nervi ricorrenti e segni di iperparatiroidismo permanente anche se in letteratura sono contemplate tali complicanze.

Per azzerare il rischio di ledere i nervi ricorrenti e per problemi medico-legali, da qualche tempo presso la UOC di Chirurgia Generale di Scorrano utilizziamo una tecnica NIM (Nerve Intraoperative Monitoring) di monitoraggio intraoperatorio dei nervi ricorrenti in modo da avere, durante l’intervento l’esatta rilevazione della funzione del nervo e, evitando così eventuali lesioni in caso di anomalie di decorso del nervo stesso.

Dott. Cosimo Antonio Mastria
Chirurgia generale

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