Hai mai sentito parlare di incidentaloma?

Autore: Prof. Massimo Mannelli
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Editor: Marta Buonomano

L’incidentaloma è un termine utilizzare per indicare una lesione di una ghiandola endocrina scoperta accidentalmente. Il nostro esperto in Endocrinologia a Firenze, il Prof. Massimo Mannelli, fa chiarezza

Che cos’è un incidentaloma?

donna che si tocca il colloIl termine “incidentaloma” viene utilizzato in ambito medico-scientifico internazionale per indicare il riscontro incidentale di una lesione a carico di una ghiandola endocrina nel corso di un’indagine radiologica effettuata per indicazioni non correlate alla sua presenza. È, in poche parole, un incidente di percorso diagnostico. Viene il più delle volte rivelato nel corso di un’ecografia, talora in occasione di una Tomografia Computerizzata (TC) o una Risonanza Magnetica (RM) e per questo viene considerata una “patologia delle tecnologie moderne”.

Quali sono le ghiandole dove vengono più spesso riscontrati incidentalomi?

In origine, questo termine è nato per indicare lesioni individuate a carico delle ghiandole surrenaliche. Queste sono delle piccole ghiandole situate sopra al polo superiore dei reni e, fino all’avvento dell’ecografia e di altre tecniche radiologiche, non era possibile studiarle in quanto erano poste nella zona profonda retroperitoneale. L’uso sempre più frequente di queste tecniche radiologiche ha rivelato l’esistenza di queste lesioni nodulari che possono essere di natura diversa.

Anche i noduli tirodei vengono spesso diagnosticati durante l’esecuzione di un’ecografia al collo (ad esempio per analizzare lo stato dei vasi arteriosi della carotide) e possono essere considerati degli incidentalomi. È invece più rara la diagnosi di incidentaloma ipofisiario durante una TC o un RM.

Perché gli incidentalomi vengono scoperti per caso?

Spesso non vi è una sintomatologia tale da far sospettare allo specialista la presenza di una lesione e, nel caso in cui vi fossero sintomi rilevabili di disfunzione endocrina, si dovrebbe parlare di mancata diagnosi piuttosto che di incidentaloma. Le disfunzioni endocrine, come moltissime altre patologie, mostrano una estrema variabilità di presentazione che dipende dall’entità della disfunzione e dal tempo di insorgenza, per questo motivo potrebbero non produrre un quadro clinico sufficiente a far porre sospetto diagnostico.

Gli incidentalomi sono molto frequenti?

dottore con le braccia incrociate e uno stetoscopio in manoLa patologia nodulare tiroidea è molto frequente nella popolazione generale e viene spesso individuata con la palpazione del collo o durante un’ecografia richiesta in corso di disfunzione tiroidea (es. ipo o ipertiroidismo). In questi casi non è possibile parlare di incidentalomi. Il nodulo tiroideo, indipendentemente dal fatto che possa essere diagnosticato accidentalmente, merita attenzione da parte dello specialista. Il valore del TSH può infatti offrire informazioni sulla funzionalità del nodulo: se il TSH è soppresso è possibile che il nodulo sia iperattivo e che si tratti di un adenoma benigno, ipercaptante alla scintigrafia e per questa ragione definito “caldo”. Se invece il TSH possiede un valore normale o aumentato, il nodulo non secerne e viene definito “freddo”. I noduli freddi rappresentano la stragrande maggioranza ma devono essere valutati con attenzione perché è così che si presenta il tumore alla tiroide. Gli incidentalomi surrenalici sono più rari rispetto ai noduli della tiroide e, poco frequenti nei giovani, vengono riscontrati più frequentemente con l’avanzare dell’età.

Perché bisogna definire la natura degli incidentalomi?

Di fronte ad un incidentaloma è fondamentale individuarne la natura, maligna o benigna, ed analizzare eventuali alterazioni endocrine dannose per il paziente causate dallo stesso. È in base a questi due elementi che infatti sarà presa la decisione di asportare chirurgicamente la lesione, di instaurare una terapia medica o se limitarsi solo ad un controllo radiologico per un tempo più o meno limitato.

Incidentaloma: a chi dovrei rivolgermi?

Gli incidentalomi sono un chiaro esempio di patologia a gestione multidisciplinare. Il primo specialista che dovrà affrontare il problema è il radiologo o chi eseguirà l’indagine radiologica (molti specialisti possono eseguire un’ecografia oggigiorno, tra cui gli endocrinologi, i ginecologi e gli urologi). La gestione del nodulo tiroideo è certamente di competenza dell’endocrinologo che esegue e valuta ecograficamente le caratteristiche del nodulo ed in base a queste decide se procedere o meno ad un agoaspirato con esame citologico. La procedura è rapida, mininvasiva e viene eseguita ambulatorialmente con un ago sottile: le cellule aspirate vengono poi analizzate e, in base al risultato, si deciderà l’iter terapeutico più adatto.

La gestione degli incidentalomi surrenalici è invece più complessa a causa della loro natura (il surrene è composto da una parte corticale ed una midollare, ciascuna con differenti funzioni e secrezioni). Per poter definire correttamente un incidentaloma surrenalico è necessario eseguire innanzitutto una TC o RM con mezzo di contrasto facendo valutare il risultato da un radiologo, per poi passare la gestione all’endocrinologo che valuterà la funzione della lesione mediante esami ormonali sia di tipo basale che (se necessario) dinamico. A seconda del risultato ottenuto, lo specialista prenderà la decisione terapeutica.

Infine, anche gli incidentalomi ipofisari sono di competenza dell’endocrinologo per la valutazione funzionale ed eventualmente del neurochirurgo nel caso di una lesione di dimensioni maggiori a 10 mm o di una lesione secernente responsabile di un quadro di patologia endocrina.

Quali altri specialisti sono coinvolti oltre al radiologo, l’endocrinologo ed il chirurgo?

Gli specialisti coinvolti nella gestione di un incidentaloma variano a seconda della tipologia e della sede della lesione. Per esempio, una corretta definizione di un incidentaloma surrenalico talora necessita di un esame di medicina nucleare, di un laboratorio che offra le più moderne e accurate tecniche di dosaggio, in alcuni casi di un radiologo interventista capace di eseguire cateterismi e prelievi selettivi a livello della ghiandola interessata dalla lesione. In caso di lesioni maligne non trattabili chirurgicamente, si può richiedere la collaborazione di un oncologo o di un radioterapista. Per tumori della midollare del surrene, invece, oltre all’endocrinologo sarà necessario coinvolgere un anestesista e un chirurgo. Inoltre, essendo questi tumori nel 35% dei casi determinati da una mutazione genetica, è fondamentale disporre di un laboratorio di genetica dedicato.

Il tumore della midollare e del surrene può colpire più membri di una stessa famiglia?

donna di profilo con un fiore sul colloNegli ultimi 15 anni la genetica su questi tumori ha compiuto avanzamenti straordinari. Oggi sappiamo che esistono almeno 15 geni che, se mutati, predispongono all’insorgenza di questi tumori e sappiamo che le forme maligne sono per lo più determinate da mutazioni di alcuni fra questi geni. La scoperta di una forma familiare è estremamente importante non solo per il paziente, che verrà inserito in un protocollo di follow up per identificare precocemente eventuali recidive, ma anche per scoprire eventuali portatori di questa mutazione all’interno della famiglia, consentendo una diagnosi precoce.

Prof. Massimo Mannelli
Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo

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