Hai mai sofferto di mal di schiena?

Autore: Dott. Attilio Di Donato
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Per lombalgia si intende il classico mal di schiena o “colpo della strega” di cui tutti o quasi, almeno una volta nella vita, ne proviamo la spiacevole sensazione. Ce ne parla il Dott. Attilio Di Donato, esperto in Terapia del Dolore a Roma

 

Calcoliamo che secondo l’OMS almeno l’80% della popolazione adulta europea ed americana ha sofferto di lombalgia nel corso della vita, con gravi ripercussioni anche nella produzione del prodotto interno lordo del proprio paese. Per definizione topografica, interessa la zona inferiore della schiena coinvolgendo i muscoli, i tendini e le articolazioni. Le cause di questo dolore, che può avere insorgenza acuta o subdola, possono essere svariate, legate a disturbi muscolo-scheletrici da postura, da sforzo eccessivo mal compensato, da una contrattura da freddo o anche da uno stiramento durante attività sportiva.Donna seduta di spalle, con schiena nuda

Come si individua la lombalgia?

La diagnosi generica di lombalgia intesa come comune e benigno “mal di schiena”, è molto semplice perché è proprio il paziente stesso che descrive il dolore in atto e le sue caratteristiche che gli fanno assumere una postura antalgica curva, limitandone i movimenti. Molto più complicato è arrivare ad una corretta diagnosi dell’eziopatogenesi, cioè della causa scatenante. Ovviamente un’attenta raccolta dell’anamnesi patologica e una corretta visita, possono essere già dirimenti per arrivare all’individuazione della causa scatenante. Alcune volte può essere necessario l’ausilio della diagnostica per immagini che può senz’altro essere utile nelle diagnosi differenziali più comuni, come nell’ernia del disco, nelle fratture vertebrali, nelle instabilità e spondilolistesi ecc. Infatti dobbiamo sempre ricordare che una comune lombalgia può nascondere ed essere espressione di patologie vertebrali ben più importanti e quindi da diagnosticare e trattare adeguatamente. La lombalgia può nascondere anche patologie organiche appartenenti ad altri organi, come ad esempio, le patologie pancreatiche che possono inizialmente esplicitarsi nei sintomi come un comune mal di schiena.

Quando si rende necessaria una terapia dedicata

Essendo una patologia benigna ed autolimitantesi, inizialmente l’uso di comuni analgesici ed antinfiammatori può risolvere la sintomatologia algica, ma se questa tende ad intensificarsi ed a rendere inabile il paziente, allora è il caso di ricorrere alle cure di un medico esperto nelle patologie vertebrali, il quale dopo accurata diagnosi, potrà instaurare una sicura ed efficace terapia.

In cosa consiste la terapia per il trattamento della lombalgia

Donna al risveglio con mal di schienaSe la comune terapia “fai da te” con gli antinfiammatori da banco non ha sortito gli effetti sperati, allora interviene lo specialista che mediante l’uso di farmaci specifici può risolvere la sintomatologia algica.

A questa può aggiungersi anche la somministrazione mirata con controllo ecografico e/o radiologico intrarticolare, intraforaminale, paravertebrale, interlegamentosa di farmaci e di ozono. Ruolo molto importante per una rapidissima ripresa e per il mantenimento di ottimali condizioni, può essere quello di una corretta fisioterapia che solo dopo visita e prescrizione da parte di un medico, può essere iniziata nelle mani di un esperto ed affidabile fisioterapista. Mai anteporre questa figura sanitaria alla diagnosi e alla cura di un medico specialista nelle patologie vertebrali che, di concerto con il fisioterapista, dovrà guidare la riabilitazione funzionale del paziente con lombalgia. Come accennato, questa sindrome dolorosa lombare, può nascondere più importanti patologie che meritano attenzione chirurgica, come è possibile che sia nelle ernie del disco, nelle fratture vertebrali, nelle instabilità, tutte patologie comunque trattabili con interventi chirurgici mininvasivi, percutanei, endoscopici e sempre in anestesia locale. La chirurgia vertebrale nell’ultimo decennio è stata rivoluzionata dall’avvento delle tecniche percutanee come avviene ad esempio in caso di fratture vertebrali, nelle instabilità e nelle spondilolistesi in cui la tecnica percutanea in anestesia locale permette la minimizzazione del gesto chirurgico e la rapidissima ripresa funzionale del paziente.

La rivoluzione, però, si è avuta con l’introduzione dell’Endoscopia nel campo della Chirurgia Spinale, (nel 2008 pubblicai uno dei Donna con mal di schiena in ufficioprimi libri sull’argomento dal titolo “Endoscopia Spinale” e nel 2012 un secondo libro pubblicato negli USA dal titolo “Manual of Spinal Endoscopy: A New Method for the Diagnosis and Therapy of Chronic Spinal Pain”), infatti ora attraverso incisioni cutanee di 5-7 millimetri, si riesce ad introdurre uno strumento corredato da una telecamera ad altissima risoluzione che permette il trattamento di ernie del disco, di stenosi vertebrali e foraminali, il tutto minimizzando il “danno chirurgico” tissutale, rispettando totalmente l’anatomia e per questo riducendo drasticamente le complicanze. Ovviamente questo tipo di chirurgia ha bisogno di una curva di apprendimento molto lunga e laboriosa per cui mi sento di consigliare i pazienti di rivolgersi solo ed esclusivamente a chirurghi vertebrali o Centri di chirurgia vertebrale con comprovata esperienza nel settore endoscopico e mininvasivo.

Dott. Attilio Di Donato
Terapia del dolore

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