I sintomi ed il trattamento dell'apnea del sonno

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

I nostri esperti in Chirurgia Maxillo-facciale ci spiegano come risolvere permanentemente l’apnea del sonno, un disturbo che causa problemi di stanchezza diurna e di diminuzione di ossigeno nel sangue 

 

Cos’è l’apnea del sonno?

L’apnea del sonno è un disturbo caratterizzato dal malfunzionamento delle vie aeree del paziente, che durante almeno 10 secondi non introduce ossigeno nei polmoni e, di conseguenza, diminuisce l’ossigeno nel sangue. Questo meccanismo avviene durante il sonno, che risulta disturbato e poco riposante.

 

Quali sono le conseguenze dell’apnea del sonno?

Le conseguenze dell’apnea del sonno sono quelle legate ai due effetti che produce, cioè un sonno disturbato e agitato e la diminuzione dell’ossigeno nel sangue. 

Una prima conseguenza è quindi una sensazione di sonnolenza e stanchezza durante il giorno, dovuta ad un cattivo riposo durante la notte. A sua volta questa sensazione può essere la causa di colpi di sonno, innocui se ci si trova di fronte alla tv ma molto pericolosi se si è alla guida di un veicolo.

Una quantità ridotta di ossigeno nel sangue, invece, richiede al cuore uno sforzo addizionale che si traduce in un aumento della pressione arteriale e quindi un maggiore rischio di infarti cardiaci e cerebrali, che secondo alcuni studi risultano essere quattro volte più mortali rispetto a quelli subiti da pazienti che non soffrono di apnea del sonno. 

 

La polisonnografia: una tecnica per diagnosticare con certezza l’apnea del sonno

Inizialmente si sospetta l’apnea del sonno in quei pazienti che sono sempre molto stanchi durante il giorno, che non si riposano bene e che russano rumorosamente. L’unica possibilità di avere una diagnosi certa, però, è la polisonnografia, uno studio che si esegue durante la notte. 

Questo sistema richiede l’interpretazione di molti parametri come l’elettroencefalogramma durante il sonno, il movimento respiratorio della cassa toracica, il battito cardiaco e la saturazione di ossigeno nel sangue. In questo modo si riesce a determinare la gravità del disturbo, conoscendo quante pause di apnea ha subito il paziente durante la notte e di quanto si è abbassato il suo livello di ossigeno nel sangue.

 

Come si cura l’apnea del sonno?

Il trattamento di questo disturbo consiste nell’evitare le pause di apnea attraverso un dispositivo, il CPAP, che introduce aria ad alta pressione nelle vie respiratorie. Il CPAP si collega al paziente attraverso una mascherina, con la quale dovrà dormire tutta la notte e tutte le notti per evitare di soffrire nuovamente di apnea durante il sonno.

 

È possibile eliminare definitivamente l’apnea del sonno? 

I pazienti che non vogliono vivere tutta la vita dipendendo da una macchina, o quelli che non riescono a dormire con il dispositivo in funzione, possono ricorrere a dei trattamenti che curano l’apnea. Questi interventi consistono sostanzialmente nell’ampliamento delle vie aeree su due livelli.

Una possibilità è quella di operare le parti blande delle vie aeree come il palato, i turbinati, il setto nasale o la base della lingua. Questi tipi di chirurgia sono semplici e spesso si effettuano sotto anestesia locale, con tempi di recupero di 4 o 5 giorni. Tuttavia, non sempre sono terapie efficaci, soprattutto nei casi più gravi, in cui è necessario un altro tipo di intervento che consiste nel tagliare ed avanzare le ossa del viso, per aumentare sensibilmente le vie respiratorie. Si tratta di un’operazione di 2 o 3 ore che si effettua in anestesia totale, ma che ha tempi di recupero relativamente brevi (tra i 7 e i 15 giorni).

 Redazione di Topdoctors

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Chirurgia Maxillo-facciale


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