I trattamenti adatti alla cura delle cicatrici ipertrofiche e cheloidee

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

 

Le cicatrici non sono altro che la risposta fisiologica del nostro organismo ad una qualsiasi alterazione dei tessuti che lo compongono. Nella pelle, quando i lembi delle ferite sono trattati in maniera efficace, la cicatrizzazione risulta qualitativamente buona mentre in altri casi le cicatrici risultano ipertrofiche o cheloidee. L’esperto in Chirurgia Plastica e Estetica ci spiega cosa sono

Le cicatrici ipertrofiche sono lesioni rossastre, dure e rigide che provocano prurito o dolore. Nonostante ciò, non coinvolgono i tessuti circostanti e tendono a guarire spontaneamente, anche se il processo risulta molto lento. Le cicatrici chiamate cheloidee, invece, sono cicatrici che si sviluppano al di là del normale perimetro della lesione cutanea (dovute ad abrasioni o ferite) e generano una cicatrice molto più estesa e ampia, invadendo il tessuto sano circostante. Inoltre, non presentano un’involuzione spontanea. Inizialmente la cicatrice cheloide appare come una cicatrice sopraelevata, poiché la lesione presenta una superficie liscia, priva di peli e traslucida. In questa fase iniziale, le cheloidee possiedono un colore rosso intenso poiché risultano vascolarizzati, ovvero con numerosi vasi sanguigni e linfatici nel tessuto. Successivamente, la cicatrice comincia ad estendersi, oltrepassando chiaramente i limiti della lesione iniziale. Proprio in questa fase la cicatrice mostra un colore rosa e il suo tessuto, pian piano, si ingrossa e si irrigidisce. Nonostante queste lesioni possano apparire in qualsiasi area della pelle colpita da abrasioni o ferite, alcune aree del corpo risultano più sensibili (regione deltoidea, sterno o parte superiore della spalla). I lobuli delle orecchie e la parte posteriore del collo sono altre zone in cui possono manifestarsi cicatrici cheloidee. 

 

Fattori di rischio per le cicatrici

Vi sono alcuni fattori che predispongono alla cicatrizzazione patologica, sia di tipo locale (posizione della cicatrice, agenti esterni che ne causano il logoramento) che sistematici (età giovane, etnia nera, sesso femminile). 

 

Trattamenti per le cicatrici

I trattamenti previsti dalla medicina odierna per il trattamento delle cicatrici ipertrofiche e cheloidee sono molteplici. Oltre alla pressoterapia (consiste in un sistema di compressione che consente di migliorare il flusso sanguigno e, quindi, di schiarire il tessuto) è possibile realizzare iniezioni di cortisone o interferone (proteina prodotta come risposta ad agenti patogeni). Sono previste anche terapie chirurgiche in grado di rimuovere le cicatrici. 

 Redazione di Topdoctors

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Chirurgia plastica e estetica


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